CITAZIONI&CO

Standard

943341_637602986265600_1906421983_n

“[…] Io insistevo ancora nel mio clima mentale apocalittico quando già attraversavamo la soglia di una camera da letto. L’avrei spezzata, mi dicevo terrorizzato. Non molto alto ma robusto, muscoloso e pingue, pesavo più di cento chili. Io ero massiccio, irsuto e moro. Lei era sottile, longilinea e celeste. Io ero un maschio, lei una femmina. L’avrei spezzata. Ma Giulia non si spezzò. Si fece conca. Tutta quanta. Mi fu sopra con una leggerezza antigravitazionale, mi offrì il suo bacino perché la mia piena detritica vi defluisse, avvinghiò le sue braccia e le sue gambe vegetali attorno alla mia mole, come una giungla tropicale che si riprenda le rovine di un’antica capitale d’Indocina. Quando giunsi alla fine con un unico movimento armonioso, senza la minima soluzione di continuità, si sollevò e ancora e ancora fece conca con le mani, con la bocca, dimostrando una volta e per tutte che non erano destinate solo a colpire e a mordere. Ero sbalordito. Scoprivo che il pianeta era abitabile. Esisteva la gioia, la gaiezza. Avevo vissuto nell’ignoranza. Poi Giulia mise la sua mano nella mia e mi condusse in bagno lungo un corridoio. Entrammo assieme sotto la doccia. Quel gesto mi commosse allora e mi commuove ancora adesso. Non vi era niente di materno in esso. Erano i corpi di un uomo e di una donna adulti quelli che, lungo il corridoio, marciavano affiancati come i corpi di un’unica creatura”.

Da [Il padre infedele di Antonio Scurati]

CITAZIONI&CO

Standard

images

“[…] Serap, Serap… ripetevamo, canzonandolo. Ma adesso so che è questo il punto dell’amore: avere qualcuno che ti aspetta davanti alla porta, la sera. Qualcuno che ti abbraccia. Qualcuno tra le cui braccia, anche se solo per un giorno e non per sempre, ti senti a casa. A me è successo: oggi, a Roma, mi aspetta un uomo senza il quale so che non potrei più vivere. Il mio unico eterno amore. Amore. Che cos’ho imparato sull’amore? Quello che ho imparato sull’amore è che l’amore esiste. O forse, più semplicemente, quello che ho imparato e imparo sull’amore è quello che racconto nei miei film., in tutti i miei film. E cioè che non dimentichiamo mai le persone che abbiamo amato, perché rimangono sempre con noi in modo indissolubile, anche se non ci sono più.
Ho imparato che ci sono amori impossibili, amori incompiuti, amori che potevano essere e non sono stati. Ho imparato che è meglio una scia bruciante, anche se lascia una cicatrice: meglio l’incendio che un cuore d’inverno. Ho imparato, e in questo ha ragione mia madre, che è possibile amare due persone contemporaneamente: A volte succede: ed è inutile resistere, negare, o combattere.
Ho imparato che l’amore non è solo sesso: è molto, molto di più. Ho imparato che l’amore non sa leggere né scrivere: Che nei sentimenti siamo guidati da leggi misteriose, forse il destino o forse un miraggio, comunque qualcosa di imperscrutabile e inspiegabile. Perché, in fondo non esiste mai un motivo per cui ti innamori. Succede e basta. E’ un entrare nel mistero: bisogna superare il confine, varcare la soglia. E cercare di rimanerci, in questo mistero, il più a lungo possibile”.

Da [Rosso Istanbul di Ferzan Ozpetek]