LIBRI LETTI: OATES

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Non lasciatevi ingannare dalla copertina disturbante, troppo kitsch, a lettura finita avrà tutto un altro senso.
La Oates anche in questo libro ha fatto centro. Senza risparmiarsi. Sembra di leggere una storia dei nostri giorni, di quelle comuni, che si vivono nelle piccole provincie in cui la voglia di rivalsa e fama come per magia si trasfigura dai genitori ai figli. E poi c’è sofferenza. Pianto. Insoddisfazione. Una vita rubata negli anni felici per essere chi non hai scelto. Chi non volevi essere.
La storia è narrata da Skyler tra la prima e la terza persona, lui fratello maggiore ci racconta delle condizioni di sua sorella schiava del successo che la madre vuole per lei (e prima voleva per lui..).
Lei è Edna Louise Rampike, per tutti conosciuta come Bliss, a soli 6 anni vive in un corpo che non gli è proprio, vive come oggetto del desiderio e di riscatto della madre, una patetica ex-pattinatrice fallita che vuole riscattare attraverso la figlia i suoi insuccessi.
Bliss come i suoi vestiti troppo sexy per la sua età, con il trucco esagerato, con i capelli ossigenati, con manicure sempre senza sbavature.
Ma il padre dov’è?
Il padre è assente, troppo preso dal suo lavoro per occuparsi dell’avvenire dei suoi figli e di ciò che sta accadendo in casa sua. I figli li crescono le mamme, niente di più sbagliato. I figli si crescono insieme, come coppia, e queste sono le derive!
Il libro è molto complesso, spesso tortuoso, ma ne vale immensamente la pena, anche se dovete respirare tra una pagina e l’altra.
Il dipinto di una ascesa americana, di una storia come tante che però non fa rumore, a cui l’Oates ha dato il giusto risalto, se pensiamo che il libro è liberamente tratto da una storia vera, da un famoso fatto di cronaca, l’uccisone di JonBenét Ramsey, reginetta di bellezza assassinata nella sua abitazione in Colorado a soli 6 anni.
Riflettiamo amici, riflettiamo, che al peggio non c’è mai fine.
Lo farei leggere a molte mamme e molti padri che scaricano su i figli una propria carriera sfumata o un proprio sogno nascosto nei meandri dell’anima. Anima vile.