LIBRI LETTI: RC2017, UN LIBRO SULLA MAFIA

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«A certi uomini tocca il mondo intero, a certi altri un’ex prostituta e un viaggio in Arizona. Tu sei tra i primi, ma, mio Dio, non ti invidio il sangue che hai sulla coscienza».

L.A. Confidential è un romanzo poliziesco scritto da James Ellroy, pubblicato negli Stati Uniti nel 1990. «La storia è costruita intorno a tre poliziotti, Bud White, Jack Vincennes ed Ed Exley nella Los Angeles (L.A.) dei primi anni cinquanta, la Los Angeles di Hollywood, delle dive del cinema e della polizia più efficiente al mondo. Dopo aver costruito ad arte una tensione feroce fra i tre protagonisti, in occasione del cosiddetto Natale di Sangue (una gigantesca zuffa scoppiata fra poliziotti e criminali proprio la notte del Natale del 1951 e che avrà strascichi pesantissimi per il Dipartimento), Ellroy fa del massacro del Nite Owl (sei persone massacrate in un coffee shop losangelino, apparentemente senza moventi precisi e senza che vi siano prove schiaccianti a carico di chicchessia) il cuore dell’intricatissima trama del romanzo: a poco a poco, emergerà un verminaio fatto di collusioni fra polizia e stampa sensazionalistica, polizia e criminalità organizzata dedita alla produzione di materiale pornografico estremo e al traffico di droga, potere politico e criminalità. E nessuno dei protagonisti potrà non fare i conti con sé stesso e con il proprio passato (specie Ed Exley, figlio dell’influentissimo ex-capo della Polizia Preston Exley, in realtà anche lui tragicamente coinvolto nelle oscure trame della vicenda). Proprio il Nite Owl scombussolerà le vite dei protagonisti per sempre, mettendoli faccia a faccia alla ricerca di una verità scottante e terribile. Nel romanzo appaiono o vengono citati personaggi realmente esistiti come il magnate Howard Hughes, l’allora capo della polizia di Los Angeles William H. Parker, l’editore Robert Harrison, il musicista Spade Cooley, il mafioso Jack Dragna, il noto gangster Mickey Cohen e il suo braccio destro Johnny Stompanato, il quale ebbe veramente una relazione con l’attrice Lana Turner e fu successivamente ucciso dalla figlia di questa.
Un romanzo che tiene alta la tensione nel corso di tutta la narrazione, anche se avrei sfoltito qui e li più di qualche pagina. Ormai, un cult del genere noir, se vi piacciono gli intrighi spy-story e criminalità questo è il libro che fa per voi.

 

LIBRI LETTI: ORWELL – RC: OB. 9 – UN CLASSICO

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Descrizione: Pubblicato negli Stati Uniti nel 1934 è il primo romanzo scritto da Orwell, ed è basato sull’esperienza diretta dell’autore, che fu membro della polizia imperiale della colonia indocinese negli anni Venti. Il romanzo narra la vicenda di James Flory, mercante di legname, che pur non condividendo l’atteggiamento razzista dei suoi compatrioti, colonialisti inglesi in Birmania, non ha la forza morale per opporvisi apertamente. Al tema politico si affianca quello sentimentale, trattato con eguale finezza dal giovane scrittore. Ma la vera anima del libro è la profonda indignazione umana di Orwell che durante il periodo trascorso in Birmania maturò una coscienza ben precisa dell’ingiustizia su cui si basavano i rapporti sociali, che andrà poi sempre più approfondendosi.

Siamo in Birmania, e più precisamente a Kauktada, dove risiedono sette inglesi che lavorano per il governo britannico e non ha la minima voglia di conoscere la cultura d’arrivo, di integrarsi con loro, anzi, badano bene a starsene in disparte, alla larga.
Questi uomini sono gli anglo-inglesi in bilico, tra il ritornare nella terra d’origine, dove però sarebbero vittime di derisione, e il restare lì con la voglia di predominazione, di conquista, di scontata superiorità. Questi sono degli uomini ibridi, che non hanno identità, e che cercano una patria da esibire.
Nel romanzo eccezione rappresenta Flory, un uomo diverso dai suoi compagni, un uomo di cultura, che è affascinato dalla storia della Birmania. Flory dirige un’industria di legnami, e si distingue dai suoi connazionali e viene a contatto con varie estrazioni del ceto sociale Birmano, incontrando chi pur di ricevere una minima attenzione da un anglo-inglese e conquistare il potere venderebbe se stesso arrivando a fare carte false come il giudice U Po Kyin e chi come il dottor Veraswami prova autentica ammirazione per la cultura inglese, per le diversità.
Il romanzo si sussegue con diversi avvenimenti, con atti e volontà di questi uomini che non hanno alcun timore di voler mostrare la loro superiorità, il loro odio e disprezzo verso questi altri uomini, con un’unica eccezione, il rapporto tra Flory e Veraswami, che decantano le lodi di una patria d’adozione e negano la propria patria d’origine.
Orwell in questo primo romanzo – come nei suoi successivi – precorrerà e affronterà temi difficili del tempo, come l’uguaglianza, il colonialismo, la globalizzazione, la politica, i sentimenti umani, e l’importanza dei riti e l’arte, tantoché gli editori del tempo erano assai timorosi di pubblicare il libro per paura di essere citati in giudizio per diffamazione, infatti il libro non fu commercializzato in India e Birmania.
Lo scrittore ci racconta attraverso una presa diretta gli strani rapporti tra due culture, con eloquenti caratterizzazioni dei personaggi, e degli ambienti sociali, oltre che di dinamiche socio-politiche. Da leggere, e che non si dica più che George non abbia scritto nulla di pubblicabile prima de “La fattoria degli animali”.