RECENSIONE: COOPER

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Microtrama: John ed Emily, appena rimesso piede a casa, devono tornare all’Inferno per recuperare la sorella di lei, i suoi figli ed altri civili risucchiati al momento dell’apertura del passaggio dimensionale creato dal MAAC di Londra. L’andata è stata dura, ma il ritorno sarà anche peggio.

Facciamo un passo indietro, e diciamo qualcosa sul libro precedente, “Dannati”, che segna il primo della trilogia, di cui – questo libro – “La porta delle tenebre” segna il secondo capitolo.
Che cos’è questo benedetto MAAC? Nient’altro che un macchinario usato da scienziati di tutto il mondo per studiare i gravitoni e la produzione degli stangelet con lo scopo di capire sempre di più il funzionamento del nostro universo, di cui non si sa mai abbastanza.
Da dove è iniziato tutto? Al primo avvio di questo grande acceleratore di particelle, non tutto va come era stato previsto e progettato – anche per colpa del responsabile dell’accensione, che vuole spingersi troppo oltre –, e così, si crea un varco dimensionale che spedisce Emily Loughty, uno delle più brillanti scienziate che lavorano al progetto, in un altro mondo, il mondo dei Dannati, l’Oltre umano, il cimitero delle anime penitenti, e porta sulla Terra uno strano figuro, alquanto sospetto, puzzolente, che si aggira per la città a piede libero con intenti non proprio pregevoli.
Quell’uomo, è scontato dirlo, arriva nient’altro che dall’Inferno, e così, John Camp – per risolvere la situazione –, compagno di Emily decide istantaneamente di farsi spedire in questo mondo parallelo, far riattivare il MAAC, e riportare sana e salva sulla Terra la sua donzella.
I due per farla breve riescono a tornare indietro, ma gli scienziati ancora si interrogano, e non si spiegano come questo scambio tra questi due mondi paralleli sia potuto accadere. La legge che regola questo due universi è semplice: per ogni persona che finisce all’Inferno, un’altra anima (perché nell’Inferno non ci sono corpi, ma solo anime, in quanto sono tutti morti) viene rispedita sulla Terra. Una legge proporzionale. Altro lato negativo, è che ad ogni riaccensione del MAAC il varco dimensionale aumenta, facendo lievitare anche le probabilità che questo scambio dimensionale coinvolga sempre più persone.
In questo secondo capitolo – che a mio parere non ha la stessa forza del primo e risulta pure un po’ ripetitivo – il ritorno di Emily e John nell’Oltre (per salvare la sorella di lei, i suoi figli e alcuni civili) fa si che altre anime vengano riportate sulla Terra attraverso il varco dimensionale, che fare ora? Come gestire questo nuovo imprevisto? Il governo può permettersi di rivelare questo meccanismo al mondo intero? Come gestire la relazione con la stampa: cosa dire, e – soprattutto – come dirlo? Quello che rende interessanti i romanzi di Glenn Cooper è che lui rende i suoi romanzi estremamente scorrevoli, con numerosi riferimenti storici, in questo secondo capitolo si incontra: Enrico VIII, Pietro I di Castiglia (detto il Crudele), Alessandro Magno, Iosif Stalin, Clodoveo, Matilde d’Inghilterra, la regina Mécia Lopes de Haro, il nostro Giuseppe Garibaldi, e il pittore Caravaggio. Inoltre, interessanti gli intrighi politici – che l’autore fa convivere all’Inferno –, che però spesso diventano prolissi (nelle ben 543 pp.), la caccia a queste anime perdute sulla Terra, e la gestione dell’evento con i media.
Sicuramente un libro non all’altezza del precedente, che a mio avviso risulta solo sufficiente, e che poteva benissimo essere tagliato anche nel numero di pagine, spero solo che il terzo della trilogia – che la porta a conclusione – “L’invasione delle tenebre” (che ho già pronto sul comodino), dia una degna conclusione a questa saga, di uno scrittore particolarmente amato dai lettori italiani!

LIBRI LETTI: FALETTI

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In un lago vive un essere misterioso, che ci descrive la sua esistenza, vissuta nella solitudine di una caverna subacquea. Il protagonista spia gli esseri umani ma se ne tiene lontano, invidia i colori sgargianti del mondo esterno ma si rifugia nelle profondità buie del lago. Percepisce le sensazioni degli esseri umani che irradiano i loro sentimenti ma capisce che mostrarsi a loro metterebbe in pericolo la sua vita.
Un giorno tutto questo cambia con l’arrivo al lago di una ragazza dai capelli rossi. Il misterioso abitante del lago sente che la ragazza è diversa dagli altri umani e ne rimane incantato fino al punto di rischiare la propria incolumità al fine di osservare il più possibile la visitatrice, fino a quando un evento improvviso lo metterà nelle condizioni di rischiare il tutto per tutto per salvare la sua amica…
Un favola pubblicata da Faletti per la collana “Corti di carta” uscita con il Corriere della Sera, che non è sicuro all’altezza dei suoi romanzi, ma che si lascia leggere, intriga, seppur quando l’interesse sta salendo la storia finisce..giri l’ultima pagina, asciughi l’ultima goccia e forse vorresti anche tu una mela dolce da gustare.

LIBRI: LARSSON

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sacrificio-a-mo-686x1024Sacrificio a Moloch (titolo originale Till offer åt Molok) è un romanzo giallo della scrittrice svedese Åsa Larsson pubblicato in Svezia nel 2011. È il quinto libro della serie sull’avvocatessa Rebecka Martinsson. (Lo so, non mi importa nulla che non ho letto i precedenti, mi è stato consigliato questo a gran voce ed ho deciso quindi di leggerlo). Un pollice umano viene ritrovato all’interno dello stomaco di un orso a Lainio, nel nord della Svezia. Alcuni mesi dopo, viene ritrovato il corpo di Sol-Britt Uusitalo, uccisa con un forcone. Rebecka Martinsson, poco convinta che si tratti di delitto passionale, comincia ad indagare, scoprendo così che negli anni la famiglia della donna è stata colpita da una serie di lutti, tutti a seguito di strani incidenti. Il punto di partenza di tutto sembra risalire addirittura al 1914, anno in cui Kiruna si riempiva di gente grazie alle sue miniere di minerali venduti ai paesi che entravano nella Prima Guerra Mondiale. Tra gli arrivi al paese c’era anche la nonna di Sol-Britt, giovane maestra di cui si invaghisce il direttore della miniera di ferro, probabilmente l’uomo più ricco e influente di tutta la Lapponia. Questo libro – che secondo me richiama molto “Il bambino segreto” della Lackberg – contiene una storia nella storia, una storia di oggi che affonda radici in un passato offuscato, e che solo da esso potrà trovare chiarezza. Così i personaggi, così la grande Storia, così le uccisioni tutte rivolte a membri della famiglia Uusitalo – forse veramente troppe per apparire come dei semplici incidenti – si ricongiungono perfettamente, si raccordano, come sottili rapporti familiari: tesi, violenti, di sopraffazione, di abbandono, lo stesso che caratterizza uomini fragili e donne troppo timide per ribellarsi; Åsa ci racconta una storia a confronto, uno specchio in cui ognuno potrebbe rivedersi, identificarsi, nella storia di Elina e di Frans o nella storia di Marcus e Rebecka allo stesso modo simbolo ed espressione dell’abbandono e della perdita cui potremmo trovarci anche noi (lettori) nell’arco della nostra esistenza. Consigliato, anche se per ricollegarmi al post di Maddalena in cui mi era stato consigliato trovo di gran lunga superiore la trilogia Millenium di Stieg Larsson.