LIBRI LETTI: COOPER

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Sinossi: «In un piccolo paese dell’Abruzzo, un giovane sacerdote si alza dal letto. Il dolore è lancinante. La fasciatura intorno ai polsi è intrisa di sangue. Con estrema cautela, il sacerdote scioglie le bende. Le sue suppliche non sono state esaudite, le piaghe sono ancora aperte. Il giovane chiude gli occhi e inizia a pregare. Prega che gli sia risparmiata quella sofferenza. Che gli sia data la forza di superare quella prova. E che nessuno venga mai a conoscenza del suo segreto… L’Antartide. Intorno a loro, si apre un infinito deserto di ghiaccio e vento. Il gruppo di uomini raggiunge a fatica il punto segnato sulla mappa. E lo individuano: l’ingresso a una caverna scavata decenni prima da chi li ha preceduti in quel continente disabitato. Quando entrano in religioso silenzio, gli uomini si trovano davanti un museo sconosciuto al resto dell’umanità, costruito per conservare i reperti che si ritiene siano andati perduti per sempre. Ma loro sono arrivati lì per due oggetti soltanto. E adesso li stringono tra le mani. Ne manca solo uno, poi l’alba di una nuova era sorgerà sul mondo…»
Con estremo ritardo leggo l’ultima pubblicazione del mio amato Glenn, e in questo nuovo romanzo seppur gli elementi caratteristici siano sempre gli stessi, la lettura scorre spedita, pagina dopo pagina si ha voglia di scoprire l’epilogo della vicenda.
Quali sono gli ingredienti? Un prete abruzzese che millanta di aver ricevuto le stigmate come Padre Pio, le sacre reliquie di Cristo, un gruppo di nazisti che cercano di portare a termine il disegno progettato da Himmler, un professore di Harvard laureato in archeologia e storia delle religioni, un Vaticano che cerca di mettere a tacere il clamore che si sta innalzando sul Monte Sulla, una giovane donna divisa tra gli attimi di disperazione che stanno colpendo la sua famiglia e il richiamo dell’amore.
Forse, non è il più riuscito dell’autore, ma lascia durante la lettura con il fiato sospeso, e riconosco che l’autore scriva romanzi di pure evasione e tanto mi basta. Ogni tanto ci sta bene qualche lettura più leggera, scritta bene, che fonde passato, presente, e perché no anche futuro – visto il seguito che uscirà ad Ottobre dal titolo Il debito) – con sapienti riferimenti storici a metà tra la realtà e la finzione. Spero presto, visto il proliferare delle trasposizioni cinematografiche di libri negli ultimi tempi, anche in una sua produzione sul grande schermo! Sarebbe senz’altro avvincente.

RECENSIONE: COOPER

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Linvasione-delle-tenebre

Sinossi: Londra è una città fantasma. I pochi che non hanno voluto – o non hanno potuto – dare seguito all’ordine d’evacuazione del governo sono barricati in casa, nella vana speranza che tutto quello che stanno vivendo sia un incubo da cui presto si sveglieranno. Ma è tutto reale. Perché sono reali le vetrine infrante, i negozi saccheggiati, i cadaveri lasciati per strada. E, soprattutto, sono reali le bande di uomini violenti e spietati che, dopo essere comparsi all’improvviso dal nulla, stanno mettendo a ferro e fuoco la città e alcuni suoi sobborghi. E che continuano ad arrivare senza sosta, come l’onda di piena di un fiume immenso. Un fiume che ha la sua sorgente all’Inferno, come sanno bene John Camp ed Emily Loughty.
Dal loro ultimo viaggio nel mondo dei Dannati, infatti, i varchi interdimensionali non soltanto si sono moltiplicati, ma sono anche rimasti aperti, portando letteralmente l’Inferno in Terra e catapultando centinaia d’innocenti «dall’altra parte». E c’è solo una persona che sa come chiudere per sempre le Porte delle Tenebre: Paul Loomis, l’ex capo di Emily. Purtroppo Paul Loomis è morto, si è suicidato sette anni fa, dopo aver ucciso la moglie e l’amante di lei con due colpi di fucile. Ma Emily e John sanno dove trovarlo e come mettersi in contatto con lui. Perché lo hanno già incontrato all’Inferno…

Siamo all’ultimo libro della trilogia dei Dannati, L’invasione delle Tenebre, e Cooper ci riserba ancora una volta delle belle sorprese (a parte il flop del secondo volume “La porta delle tenebre”, almeno per me). Ci ritroviamo ancora una volta a Londra, che è in preda al panico, messa sotto gioco, e dominata da degli uomini malvagi, spregevoli, senza niente da perdere, solo nient’altro che gli Erranti. Vagabondano qui e là alla ricerca di cibo, alcol e donne da sottomettere per i loro stupidi piaceri. Ora l’orda di questa uomini è sensibilmente aumentata, non si riesce più – quasi – a distinguere la gente civile da questi insulsi esseri. Il confine tra l’Inferno e la Terra è sempre meno visibile, anzi, c’è chi addirittura avanza l’ipotesi che ormai si può parlare de «l’Inferno sceso in Terra». Ma chi può riportare alla normalità questa situazione?
Cooper ci ha fatto affezionare alla coppia del momento: John Camp ed Emily Loughty, che hanno animato più di qualunque personaggio questa trilogia, sono loro che dovranno ricontattare un vecchio amico che sa la verità, Paul Loomis, peccato però che quest’uomo è morto suicida dopo aver ammazzato moglie e amante di lei con due colpi di fucile. Ma in tale temperie, nient’altro di più semplice. Basta solo varcare nuovamente le Porte delle Tenebre. Riprendere quest’uomo, e farlo parlare con ogni genere di azione, che sia con le buone o che sia con le cattive.
Accompagnati dal SAS, forze speciali britanniche al servizio della Regina, John Camp ed Emily Loughty ripartono coraggiosamente per l’Inferno, riusciranno i nostri eroi a ristabilire la normalità in una Terra ormai scioccata dagli eventi?
Glenn ancora una volta ci delizia con svariati personaggi storici: da Stalin a Garibaldi, per arrivare ad Alessandro Magno, fin a rincontrare vecchie glorie come Cromwell e Caravaggio per citarne alcuni.

Paul Loomis sarà rintracciato nella bolgia infernale tipica dell’Inferno? E quest’uomo sarà veramente in grado di ristabilire pace e quiete come un tempo, ormai solo passato?

Interrogativi che potrete risolvere solo leggendo questa avvincente trilogia, che nel complesso mi sento di promuovere. Se non per altro per il primo e il terzo volume che vi faranno trepidare, per non parlare poi della conclusione (che se all’inizio vi destabilizzerà, e che denota il coraggio dell’autore), che non si affida lungaggini di sorta, ma fa vincere la storia, così come solo e soltanto poteva andare e doveva essere scritta.
Ulteriore pregio della trilogia è quella di far riflettere tra le pagine, perché anche nei thriller storici si possono trovare elementi di riflessione. Quanto c’è tra le pagine di Cooper che viviamo noi oggi nella realtà? Personalmente ci rivedo molto, leggiamo ne l’Inferno una geografia di poteri (quasi fosse un’indimenticabile partita a Risiko), di lotte, di interessi, e cambi di casacca, cosa che ahinoi, (con le dovute ridimensionalizzazioni), viviamo tutt’ora. E a noi chi ci salverà?

RECENSIONE: COOPER

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arton219

Microtrama: John ed Emily, appena rimesso piede a casa, devono tornare all’Inferno per recuperare la sorella di lei, i suoi figli ed altri civili risucchiati al momento dell’apertura del passaggio dimensionale creato dal MAAC di Londra. L’andata è stata dura, ma il ritorno sarà anche peggio.

Facciamo un passo indietro, e diciamo qualcosa sul libro precedente, “Dannati”, che segna il primo della trilogia, di cui – questo libro – “La porta delle tenebre” segna il secondo capitolo.
Che cos’è questo benedetto MAAC? Nient’altro che un macchinario usato da scienziati di tutto il mondo per studiare i gravitoni e la produzione degli stangelet con lo scopo di capire sempre di più il funzionamento del nostro universo, di cui non si sa mai abbastanza.
Da dove è iniziato tutto? Al primo avvio di questo grande acceleratore di particelle, non tutto va come era stato previsto e progettato – anche per colpa del responsabile dell’accensione, che vuole spingersi troppo oltre –, e così, si crea un varco dimensionale che spedisce Emily Loughty, uno delle più brillanti scienziate che lavorano al progetto, in un altro mondo, il mondo dei Dannati, l’Oltre umano, il cimitero delle anime penitenti, e porta sulla Terra uno strano figuro, alquanto sospetto, puzzolente, che si aggira per la città a piede libero con intenti non proprio pregevoli.
Quell’uomo, è scontato dirlo, arriva nient’altro che dall’Inferno, e così, John Camp – per risolvere la situazione –, compagno di Emily decide istantaneamente di farsi spedire in questo mondo parallelo, far riattivare il MAAC, e riportare sana e salva sulla Terra la sua donzella.
I due per farla breve riescono a tornare indietro, ma gli scienziati ancora si interrogano, e non si spiegano come questo scambio tra questi due mondi paralleli sia potuto accadere. La legge che regola questo due universi è semplice: per ogni persona che finisce all’Inferno, un’altra anima (perché nell’Inferno non ci sono corpi, ma solo anime, in quanto sono tutti morti) viene rispedita sulla Terra. Una legge proporzionale. Altro lato negativo, è che ad ogni riaccensione del MAAC il varco dimensionale aumenta, facendo lievitare anche le probabilità che questo scambio dimensionale coinvolga sempre più persone.
In questo secondo capitolo – che a mio parere non ha la stessa forza del primo e risulta pure un po’ ripetitivo – il ritorno di Emily e John nell’Oltre (per salvare la sorella di lei, i suoi figli e alcuni civili) fa si che altre anime vengano riportate sulla Terra attraverso il varco dimensionale, che fare ora? Come gestire questo nuovo imprevisto? Il governo può permettersi di rivelare questo meccanismo al mondo intero? Come gestire la relazione con la stampa: cosa dire, e – soprattutto – come dirlo? Quello che rende interessanti i romanzi di Glenn Cooper è che lui rende i suoi romanzi estremamente scorrevoli, con numerosi riferimenti storici, in questo secondo capitolo si incontra: Enrico VIII, Pietro I di Castiglia (detto il Crudele), Alessandro Magno, Iosif Stalin, Clodoveo, Matilde d’Inghilterra, la regina Mécia Lopes de Haro, il nostro Giuseppe Garibaldi, e il pittore Caravaggio. Inoltre, interessanti gli intrighi politici – che l’autore fa convivere all’Inferno –, che però spesso diventano prolissi (nelle ben 543 pp.), la caccia a queste anime perdute sulla Terra, e la gestione dell’evento con i media.
Sicuramente un libro non all’altezza del precedente, che a mio avviso risulta solo sufficiente, e che poteva benissimo essere tagliato anche nel numero di pagine, spero solo che il terzo della trilogia – che la porta a conclusione – “L’invasione delle tenebre” (che ho già pronto sul comodino), dia una degna conclusione a questa saga, di uno scrittore particolarmente amato dai lettori italiani!

LIBRI: COOPER

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dannati-glenn-cooper-coverSiamo a Londra in una laboratorio di fisica, precisamente nel MAAC che si contrappone sia per conformazione – tunnel sotterraneo – sia per ambizione – che tenta di superare con ulteriori scoperte – al famoso laboratorio svizzero del CERN. Il punto focale su cui si stanno dibattendo i più famosi fisici del tempo è la ricerca e la dimostrazione dell’esistenza dei gravitoni e entanglement quantistici. La responsabile di questo progetto è Emily Loughty che nel momento di un primo di tentativo per verificare o meno l’esistenza degli elementi della ricerca su cui stanno lavorando, per un imprevisto, si trova in un millisecondo in un altro mondo, disorientata e confusa, mentre nel laboratorio invece compare un altro uomo dall’aria strana, con una puzza immonda, con un forte istinto di ribellione. Questo uomo dopo varie ricerche si saprà che è un serial killer, che fu impiccato nel 1949. Come mai questo scambio d’identità? L’unica soluzione che i colleghi riescono a trovare per porre rimedio a questa tragica situazione è aprire un varco spazio-temporale tra il nostro mondo e un mondo altro (da dove è venuto l’uomo con indole assassine). Un mondo che si scoprirà non è essere come gli altri: «Quel mondo – che si chiamasse Oltre, come le avevano detto Dirk e Duck, o Inferno – doveva essere una specie di dimensione parallela con un proprio sistema di bizzarre regole fisiche». Un mondo dove ogni elemento di temporaneità viene annullato, un mondo dove sono imprigionati tutti i Dannati, che non possono morire, ma devono sopportare la lenta agonia di questa sopravvivenza, fatta di tante scorrettezze, di attacchi imprevisti, dove – come nel mondo moderno – solo il più forte più dettare la legge, e sottomettere tutti gli altri uomini. Dove le donne sono puro oggetto di piacere, e merce preziosa. «L’Inferno ha tutte le risorse naturali della Terra, ma difetta del suo capitale intellettuale. Qui, la civilizzazione stenta a progredire». Un mondo dove si incontreranno tante personalità di spicco del panorama italiano e non solo, che aiuteranno e inganneranno a seconda della convenienza John Camp, l’uomo amato da Emily che ha deciso di immolarsi e di entrare anche lui nell’universo parallelo alla ricerca della sua amata, per riportarla in salvo. Con gli occhi avidi di sapere il lettore si troverà davanti una toponomastica del tempo, la Britannia guidata da Enrico VIII, gli Iberici sotto la guida del duca di Olivares, L’Alemagna guidata dal truce Barbarossa che ha come vice-cancelliere Heinrich Himmler, una Russia guidata da  Stalin, la Gallia sotto il potere di Alessandro, che non è nient’altro che Robespierre, e un’Italia guidata da Garibaldi dopo aver spodestato Cesare Borgia, che porterà alla luce una delle parti – secondo me – più avvincenti e lodevoli del romanzo: «[…] Sono impaziente di cambiare il nostro mondo. Vedete, questo è un luogo straordinario, perché tutti i dannati hanno abbandonato ogni speranza. La popolazione si divide in due categorie: padroni e servi. L’unica differenza è che i primi hanno la possibilità di trascorrere un’esistenza più comoda dei secondi. Ma la verità è che tanto gli uni quanto gli altri non hanno più nessuna speranza. Le gioie della vita familiare, la possibilità di costruire un futuro migliore per le nuove generazioni, la volontà di perseguire nobili ideali, la convinzione che la morte possa almeno alleviare le sofferenze della carne, il conforto della fede…Tutto ci è negato.» Questa avventura ha un tempo limite di tre settimane, quindi i protagonisti oltre alle continue peripezie dovranno affrontare anche una battaglia contro il tempo; superbe sono anche le descrizioni dell’artiglieria del tempo, e degli aneddoti strategici che sorreggono le sorti dei vari regni, e che nel giro di una notte posso completamente cambiare. Sembra proprio di assistere ed essere partecipi ad una partita di Risiko, con dentro però oltre a tattiche militari, strategie, rifornimenti, anche tanta passione, tanti sentimenti, tanta animosità. C’è tutto in questo romanzo, avventura, amore, colpi di scena, tensione narrativa, ricostruzione storica, e mi vien da dire: per fortuna che è il primo di una nuova trilogia!

Glenn Cooper presenta il libro: http://www.youtube.com/watch?v=DeLfoZNfHZo