RECENSIONE: NIFFENEGGER

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Trama: Le due gemelle Julia e Valentina conducono l’esistenza protetta eppure piena di interrogativi tipica degli adolescenti americani. Un giorno ricevono una misteriosa missiva indirizzata loro dalla zia materna Elspeth. gemella a sua volta della loro madre e mai conosciuta. Dalla lettera apprendono della morte della misteriosa zia e di avere ereditato il SUO appartamento londinese, a una condizione però: che accettino di viverci per un anno, dandosi il tempo e il modo di conoscere finalmente una parente così prossima eppure mai incontrata prima. Dopo mille tentennamenti i genitori delle due ragazze danno il loro assenso. Quello che Julia e Valentina troveranno ad attenderli è un bizzarro e affascinante appartamento prospiciente il suggestivo cimitero di Highgate, in un palazzo abitato da curiosi personaggi che conoscevano assai bene la zia. Elspeth da: canto suo è tutt’altro che scomparsa, e ben presto comincia a dare inquietanti segnali della sua presenza all’interno della casa, segnali a cui Valentina è particolarmente sensibile.

Per approcciarsi a questo libro bisogna scordarsi completamente “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo” che pur non mi aveva entusiasmato moltissimo per gli eccessivi viaggi nel tempo, ma che nel complesso era risultato abbastanza carino. Ora parliamo di questo, dove la realtà si confonde con il fantastico, sfociando – quasi – in un fantasy. Una storia che non regge, troppo ingarbugliata, e che non è neanche entusiasmante. Decisamente in questo libro, l’autrice ha voluto strafare inserendo troppi elementi fantastici nel reale, se già nel primo si ravvisano questi elementi, in questo secondo si esagera proprio (ma si può mai leggere di una scena di sesso con lo zombie? No, dai, è veramente troppo!).