RECENSIONE: COOPER

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arton219

Microtrama: John ed Emily, appena rimesso piede a casa, devono tornare all’Inferno per recuperare la sorella di lei, i suoi figli ed altri civili risucchiati al momento dell’apertura del passaggio dimensionale creato dal MAAC di Londra. L’andata è stata dura, ma il ritorno sarà anche peggio.

Facciamo un passo indietro, e diciamo qualcosa sul libro precedente, “Dannati”, che segna il primo della trilogia, di cui – questo libro – “La porta delle tenebre” segna il secondo capitolo.
Che cos’è questo benedetto MAAC? Nient’altro che un macchinario usato da scienziati di tutto il mondo per studiare i gravitoni e la produzione degli stangelet con lo scopo di capire sempre di più il funzionamento del nostro universo, di cui non si sa mai abbastanza.
Da dove è iniziato tutto? Al primo avvio di questo grande acceleratore di particelle, non tutto va come era stato previsto e progettato – anche per colpa del responsabile dell’accensione, che vuole spingersi troppo oltre –, e così, si crea un varco dimensionale che spedisce Emily Loughty, uno delle più brillanti scienziate che lavorano al progetto, in un altro mondo, il mondo dei Dannati, l’Oltre umano, il cimitero delle anime penitenti, e porta sulla Terra uno strano figuro, alquanto sospetto, puzzolente, che si aggira per la città a piede libero con intenti non proprio pregevoli.
Quell’uomo, è scontato dirlo, arriva nient’altro che dall’Inferno, e così, John Camp – per risolvere la situazione –, compagno di Emily decide istantaneamente di farsi spedire in questo mondo parallelo, far riattivare il MAAC, e riportare sana e salva sulla Terra la sua donzella.
I due per farla breve riescono a tornare indietro, ma gli scienziati ancora si interrogano, e non si spiegano come questo scambio tra questi due mondi paralleli sia potuto accadere. La legge che regola questo due universi è semplice: per ogni persona che finisce all’Inferno, un’altra anima (perché nell’Inferno non ci sono corpi, ma solo anime, in quanto sono tutti morti) viene rispedita sulla Terra. Una legge proporzionale. Altro lato negativo, è che ad ogni riaccensione del MAAC il varco dimensionale aumenta, facendo lievitare anche le probabilità che questo scambio dimensionale coinvolga sempre più persone.
In questo secondo capitolo – che a mio parere non ha la stessa forza del primo e risulta pure un po’ ripetitivo – il ritorno di Emily e John nell’Oltre (per salvare la sorella di lei, i suoi figli e alcuni civili) fa si che altre anime vengano riportate sulla Terra attraverso il varco dimensionale, che fare ora? Come gestire questo nuovo imprevisto? Il governo può permettersi di rivelare questo meccanismo al mondo intero? Come gestire la relazione con la stampa: cosa dire, e – soprattutto – come dirlo? Quello che rende interessanti i romanzi di Glenn Cooper è che lui rende i suoi romanzi estremamente scorrevoli, con numerosi riferimenti storici, in questo secondo capitolo si incontra: Enrico VIII, Pietro I di Castiglia (detto il Crudele), Alessandro Magno, Iosif Stalin, Clodoveo, Matilde d’Inghilterra, la regina Mécia Lopes de Haro, il nostro Giuseppe Garibaldi, e il pittore Caravaggio. Inoltre, interessanti gli intrighi politici – che l’autore fa convivere all’Inferno –, che però spesso diventano prolissi (nelle ben 543 pp.), la caccia a queste anime perdute sulla Terra, e la gestione dell’evento con i media.
Sicuramente un libro non all’altezza del precedente, che a mio avviso risulta solo sufficiente, e che poteva benissimo essere tagliato anche nel numero di pagine, spero solo che il terzo della trilogia – che la porta a conclusione – “L’invasione delle tenebre” (che ho già pronto sul comodino), dia una degna conclusione a questa saga, di uno scrittore particolarmente amato dai lettori italiani!