LIBRI: VONNEGUT

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downloadMattatoio n° 5 o La crociata dei Bambini è un romanzo di Kurt Vonnegut del 1969. Il libro è una testimonianza dell’autore sulla sua prigionia in Germania durante la seconda guerra mondiale e sul bombardamento di Dresda. Mattatoio n. 5 è considerato un’opera-chiave del pacifismo moderno e un racconto sul valore effimero dell’esistenza. Il sottotitolo (La crociata dei bambini) non si riferisce solo alla famosa Crociata dei Bambini del 1213, ma alla guerra stessa, in cui uomini anziani decidono di far la guerra mandando dei “bambini” a morire al posto loro. Per una decina di giorni, verso la fine della Seconda guerra mondiale, Kurt Vonnegut, americano di origine tedesca accorso in Europa, con migliaia di altri figli e nipoti di emigranti come lui, per liberarla dal flagello del nazismo, batté lande tedesche coperte di neve che il suo piede non aveva mai calcato. Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, ebbe la ventura di assistere al bombardamento di Dresda da un osservatorio decisamente sconsigliabile alle persone deboli di cuore: l’interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita e deposito di carni, nelle viscere della città. Alla fine del bombardamento, che fu uno dei più terribili e sanguinosi nella storia della guerra, quando Vonnegut uscì all’aperto, al posto di una delle più belle città del mondo c’era un’ondulata distesa di macerie coperta da un numero incalcolabile di morti. Da questa dura e incancellabile esperienza nacque Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini, storia semiseria di Billy Pilgrim, americano medio affetto da un disturbo singolare (“ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere”) e in possesso di un segreto inconfessabile, la conoscenza della vera natura del tempo. Tutto è, è sempre stato e sempre sarà, passato e futuro sono sempre esistiti e sempre esisteranno, nulla dipende dalla volontà dell’uomo. “Prenda la vita momento per momento” dice a Billy Pilgrim l’ultraterrestre che un bel giorno d’estate lo rapisce col suo disco volante, “e vedrà che siamo, tutti, insetti in un blocco d’ambra”. Un bel libro, che a volte però eccede; Billy mi sembra proprio un ragazzo sfortunato, e nella famiglia d’origine e in quello che dovrà subire lungo tutta la narrazione. Ho pensato in alcuni punti che l’autore ha voluto volutamente estremizzare – al di là dell’eccidio storico realmente  accaduto e rielaborato con sapienza – l ‘incontro con i Tralfamadoriani una sorta di esseri alieni che vivono in un mondo in cui la concezione del tempo è diversa, e che in realtà non sia stato altro che un espediente dell’autore per ammonire il comportamento umano. Da leggere, inoltre, ne è stato fatto  anche un adattamento cinematografico nel 1972 diretto da George Roy Hill che sicuramente guarderò.