LIBRI: RUOTOLO

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image_book (1)In una giornata qualsiasi dei suoi cinquant’anni, Lorenzo Girosa riceve una lettera in cui qualcuno mostra di conoscere un segreto che da anni ha smesso di tormentarlo: un delitto commesso quando era poco più che bambino. Tentando di riannodare i fili di quell’epoca remota, Lorenzo racconta della grande villa in cui ha vissuto, generosa negli spazi ma gravata dalla malasorte di casa senza figli, e della sua famiglia, fatta di uomini inconcludenti e donne compromesse. È la storia del nonno Domenico che cerca fortuna in America, del padre Nicola che senza un mestiere e un talento diventa un rude saltimbanco chiamato Blacmàn, della madre Francesca che scappa di casa per andare sulla pubblicità del sapone LUX. Tutti loro rivivono nello sguardo di Lorenzo che, nascosto dietro le tende di una Villa Girosa ormai deserta, è ben determinato a proteggere quanto di oscuro c’è nel proprio passato. Con una prosa classica e una lingua di carne, “Ovunque, proteggici” denuncia la forza di un destino che è scelta e di un sangue che si riconosce solo nelle ferite.

 Così recita la trama di questo libro edito da Nottetempo, e che si è classificato tra i 12 finalisti del Premio Strega 2014.

Lorenzo è ormai un ragazzo solo, abbandonato a se stesso, e da troppo tempo ormai riceve continuamente lettere con su scritto una strana minaccia, racchiusa in una singola parola: “Assassino”. L’autrice ci presenta la storia di una famiglia raccontata da Lorenzo (unico ancora in vita), attraverso dei flashback. Il padre è il primo personaggio che viene descritto da Lorenzo, un uomo ridicolo, in ogni singolo atteggiamento, un uomo tutt’altro che responsabile, tantoché Lorenzo preferisce credersi adottato, piuttosto che figlio di tale energumeno. Il secondo personaggio presentatoci da Lorenzo è la madre, la donna Francesca, raffinata e bellissima, con il pallino del cinema, e di quella fama che ti prende e annienta i neuroni, che le farà abbandonare la famiglia per tentare il riscatto (individuale) in una pubblicità del sapone LUX. L’autrice ci fa conoscere e espande la lente d’ingrandimento sulla famiglia Girosa solo quando Lorenzo rimane orfano, e ci parla di una famiglia numerosissima che ogni domenica aveva l’abitudine di riunirsi tutti assieme, ma che poi con il tempo si è sgretolata, si è distaccata, ha perso la sua solidità, ha incontrato l’aridità, facendo rimane solo nella grande villa di famiglia, Lorenzo, con se stesso e i suoi pensieri. Il segreto di questa famiglia è racchiuso in una sola parola, in una singola parola, forse legata a quei viaggi di fortuna che al tempo erano l’unica speranza, è che invece della fortuna portano solo sventura. L’espressione “Ovunque proteggici” come ha detto l’autrice in un’intervista è:

 “Un augurio scaramantico per i protagonisti, una stirpe senza misericordia e senza protezione”.

 Perché anche le sventure devono venire alla luce, ormai siamo abituati solo alle storie belle e senza drammi, Elisa c’è ne dà la prova attraverso l’ultimo discendente della famiglia, con gli occhi e le gesta di Lorenzo.