LIBRI: PÉREZ-REVERTE

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fk-ilclubdumasIl club Dumas (o L’ombra di Richelieu) è un romanzo di Arturo Pérez-Reverte, pubblicato nel 1993 e dal quale è stato tratto il film dal titolo La nona porta, diretto da Roman Polanski. Il libro contiene alcune illustrazioni di Francisco Solé, disegnate dietro indicazione di Arturo Pérez-Reverte. Un importante e anziano collezionista spagnolo, Enrique Taillefer, la cui raccolta di libri antichi è fra le più famose al mondo, commissiona al migliore amico di Corso, Flavio La Ponte, la vendita di un capitolo manoscritto della prima edizione de I tre moschettieri di Alexandre Dumas, che porta il nome de “Il Vino d’Angiò”. Il signor Taillefer però muore prematuramente; si sarebbe impiccato al lampadario dello studio. Qui entra per la prima volta in scena Corso, che viene incaricato dal suo confidenziale amico La Ponte, dubbioso sull’autenticità del fascicolo Dumas del defunto Taillefer, per riuscire a scoprire se è originale. Corso ha inizialmente un colloquio con Boris Balkan, influente appassionato di libri antichi che non riesce comunque a provare l’autenticità del capitolo de “I tre Moschettieri”, o almeno non vuole. Quindi Corso si reca presso la villa della vedova Taillefer, Liana Lasauca. La vedova garantisce a Corso l’autenticità del documento in suo possesso, non riuscendo comunque a comprendere il motivo per cui suo marito avrebbe venduto quell’originale di Dumas, a cui era tanto affezionato. Quello stesso giorno Corso ha appuntamento con Varo Borja, che così viene descritto: “…seguiva la pista di libri rari in ogni mezzo per impossessarsene…”, “…il suo catalogo non includeva mai più di una cinquantina di titoli scelti…”. Questa volta Corso arriva in ritardo, e ciò che lo aspetta non è una delle solite valutazione di libri ma una missione. È in un edificio moderno che lo aspetta il suo nuovo cliente che, sotto lo sfondo magico dell’Alcazar aperto dietro le grosse vetrate, gli mostra una delle più affascinanti e insolite collezioni di libri, l’argomento dei quali è il diavolo. Era stato il lavoro di una vita mettere insieme tutti quei libri, e qualcuno avrebbe potuto anche uccidere per averli. La “missione” di Corso riguarda però solo un’opera: Le Nove Porte Del Regno Delle Ombre di Aristide Torchia, uno dei tre identici volumi sparsi per l’Europa, uniche copie sopravvissute dacché il loro autore, accusato di aver scritto quel libro con la complicità di Lucifero in persona, era stato bruciato sul rogo dalla Santa Inquisizione. In fondo al volume nove incisioni, forse tratte dal Delomelanicon, il libro di Lucifero, unica “chiave” di un viaggio oscuro. Corso parte prima per Lisbona, poi per Parigi per confrontare la copia di Varo Borja con le altre due: una della collezione Fargas e l’altra della collezione Ungern. Un lungo viaggio attende il detective Corso: seduzioni pericolose, tradimenti e scienze occulte. Un viaggio affrontato assieme ad una ragazza, Irene, “un angelo caduto dal cielo”. Due opere, “Il Vino d’Angiò” e “Le Nove Porte”, unite da un legame inspiegabile, un viaggio che, alla fine, appare come un teatrino guidato da forze sovrannaturali. Un libro che risulta caricato di troppe aspettative dall’autore, che poi nel finale risulta sbrigativo e quasi uno sminuendo della narrazione. Una piccola nota positiva è lo stile, che risulta molto attento e non approssimativo, ma che allo stesso modo lungo tutto il corso della narrazione spesso scade nella noia e nella pesantezza; c’è anche da dire che in alcuni punti la narrazione poteva essere velocizzata, e invece si sta li a leggere pagine e pagine che risultano superflue. Le storie poi non è che si intreccino così bene, e sembra di stare  a leggere una vita in sequenza di Corso. Un libro che ha le intenzioni e le pretese di pura erudizione letteraria, infatti l’autore inserisce qui e li citazioni su citazioni, che sembrano voler avvicinarsi all’impostazione di Eco, ma che poi ne viene sopraffatto. Come già detto ne è stato tratto anche un film liberamente ispirato.

Trailer del film: http://www.youtube.com/watch?v=cS44YABg_XE

 

Che sicuramente non vedrò. Pérez-Reverte apprezzo la tua minuziosa ricerca – con i vari documenti corredati –, però cavolo  più leggerezza, più leggerezza: non sonnifero per i lettori.