LIBRI: NEMIROVSKY

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0170773ec862171155385a220541ce4f_w_h_mw650_mhAl centro di questo romanzo c’è un sogno: quello in cui, poche ore prima di morire, la vecchia nonna della protagonista vede se stessa prendere per mano la nipote e insieme a lei attraversare vasti campi in cui ardono dei falò: «“Vedi,” le diceva “sono i falò dell’autunno; purificano la terra, la preparano per nuove semine. Voi siete giovani. Nella vostra vita, questi grandi falò non hanno ancora cominciato ad ardere. Si accenderanno. Devasteranno molte cose …”». Così sarà: come molti altri della sua generazione, dalle atrocità della Grande Guerra il «piccolo eroe» Bernard Jacquelain è stato trasformato in un «lupo» avido di piaceri e di denaro, cinico e disincantato, e unicamente attratto dal mondo luccicante dei faccendieri, degli affaristi, dei politici corrotti. A niente servirà la presenza dolcissima della giovane moglie: lui ha voglia di avventure, e di quella mediocre vita piccoloborghese non ha che farsene. Ma il fuoco di molti incendi verrà a devastare i campi della sua vita: un amore sordido, una débacle finanziaria, un’al­tra guerra, un lutto atroce. Solo allora Bernard capirà che cosa vuole davvero – e saprà che da quel cumulo di ceneri può nascere una vita nuova. Molto bello, protagonista – come in altri romanzi dell’autrice – è la guerra, e l’evoluzione di un uomo o meglio della sua decadenza in quanto uomo, uomo con dei valori. Un uomo che all’inizio è preso e agito dai suoi ideali, ma che una volta che arriva in guerra non ritrova affatto ciò che si aspettava, e da qui inizi il cambiamento, folle; la conformazione, l’eguaglianza sporca, la sete di potere e guadagno che hanno fatto di molti uomini e ancora oggi ne fanno la feccia delle società – e francese (in cui c’è la critica della Nemirovski), e di tutto il mondo.