LIBRI: MILLER

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image_bookTropico del Cancro è un romanzo scritto da Henry Miller, pubblicato per la prima volta nel 1934 dalla Obelisk Press a Parigi. Il romanzo è ambientato nella Francia del 1930, principalmente a Parigi. È scritto in prima persona, come molti altri dei romanzi di Miller, e spesso fluttua tra il passato ed il passato prossimo. Alcuni capitoli spesso seguono un riferimento narrativo stretto agli amici di Miller, ai colleghi ed ai posti di lavoro; altri sono scritti come delle riflessioni a flusso di coscienza. Vi sono molti passaggi che esplicitamente descrivono gli incontri sessuali del narratore, anche se il libro non si focalizza soltanto su questi argomenti. Negli Stati Uniti venne pubblicato per la prima volta nel 1961 dalla Grove Press, e portò ad un processo per oscenità che spinse ad applicare e/o rivedere le leggi americane sulla pornografia degli anni sessanta. Il romanzo divenne famoso, oltre che per la sua franca e spesso dettagliata descrizione del sesso, anche per la prosa colta ed elaborata che lo fanno considerare da molti come un importante capolavoro della letteratura del ventesimo secolo. La prima edizione in lingua italiana è stata curata da Feltrinelli nel 1962, con la traduzione di Luciano Bianciardi. Feltrinelli ha fatto risultare il libro come stampato in Francia, a Étampes, usando il marchio prestato da un editore svizzero e riportando in terza di copertina l’avvertenza: «Avvertenza importante. Questa edizione è destinata al mercato estero; l’Editore ne vieta l’importazione e la vendita in Italia», mentre in realtà il volume è stato stampato a Varese e venduto sottobanco in Italia. Dopo una lunga querelle giudiziaria l’opera è entrata ufficialmente nel mercato italiano nel 1967. Un libro a metà tra l’autobiografia e il saggio, un libro che trasuda verità, che non usa mezzi termini, è diretto, vivace, caustico, a tratti anche esagerato troppo conforme al grettume che orienta l’esistenza dell’autore, così dannato, così tetro, così profondamente amante della vita in tutte le sue sfaccettature. Un uomo povero che non ha quasi nulla, in balìa di alloggi occasionali, di incontri di piacere, di lavori saltuari, di donne, tante, troppe; tra le più importanti meritano di essere ricordate Tania, Mona e Germanie. Parla di loro, dei loro piaceri, dei vizi, delle scabrosità che dal corpo si dipanano fino al trionfo del piacere. Poi c’è quella Parigi così perfetta, con i suoi cafè, i suoi bistrot, i suoi in cunicoli all’apparenza anonimi. Un romanzo considerato ed etichettato come pura pornografia, ma altro non è che la vita: quella che non ha sconti, che non è soggetta a censure, la vita della miseria, dei piaceri, della amenità, delle volgarità che racchiudono un senso, forse meno elegante, ma che merita sempre di essere vissuto.