LIBRI: MCCANN

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7368_Questobaciovadaalmondointero_12839043711974. È un’estate torrida, di tradimenti e morti, Watergate e Vietnam. Un’estate di tormento e violenza. Poi, un mattino, New York si ferma incantata per osservare la passeggiata nel vuoto di un funambolo. Lieve e misterioso nel suo gioco di equilibrio, l’uomo ricama un sogno di purezza e speranza percorrendo una corda tesa a 110 metri dal suolo, fra le Torri Gemelle. Sotto di lui, in strada, la città trattiene il respiro e dimentica per un attimo le sue tragedie. Inizia così la storia poetica e convulsa di una manciata di newyorchesi – un monaco di strada che porta la sua missione fra le prostitute nel Bronx; una di loro, giovane e bellissima, che divide il marciapiede con la madre; un’artista corrosa dal rimorso ma decisa a ripulire la propria vita; madri in lutto e una nonna che non vuole arrendersi – le cui vite si sfiorano e si scontrano come biglie, sotto i grattacieli e nei sobborghi di una città dolente e umana. Una città che tiene ben nascosta la propria anima, sospesa come un equilibrista sul filo sottile tra il bene e il male. E’ Philippe Petit, sospeso a 110 metri d’altezza tra le due torri gemelle del World Trade Center, che mette in scena il dramma tutto americano di dolore e senso di colpa. C’è una America del prima, che vive di speranza perché non sa che dopo deve fare i conti con le guerre razziali, con i mal d’amore, con la guerra in Vietman, con il senso del giudizio. E c’è un America del dopo, quella del filo sospeso tra le due Torri gemelle, quella che ha un inizio e una fine, quella che nonostante la vita non è mai come ti aspetti, prosegue, magari si libra su quel filo, ma non cade, non cede, non perde il suo scopo più intimo: perché se c’è un capo (inizio del filo), se c’è chi percorre quel filo (le persone), se c’è una fine (arrivo), c’è sempre una destinazione da raggiungere al di là delle difficoltà, degli imprevisti, delle cadute. E’ così la vita: non sapere mai cosa in realtà verrà dopo, ed è così che sarà anche per la vita di questi personaggi. Il funambolo riuscirà a restare sospeso sul suo filo? Le figlie delle prostitute riusciranno – un giorno – a vivere in un mondo migliore? Ci potrà mai essere un mondo senza lotte tra generi diversi? Tutto ciò non può essere svelato. Perché se la vita non ci dà le coordinate per essere sicuri in ogni situazione, non sarebbe giusto neanche qui chiarificare il tutto, perché è nel dubbio che il senso di scoperta irrompe e dire di più sarebbe venir meno a queste premesse.