LIBRI LETTI: ZICCARDI

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«Il dolore…ah, il dolore…entra in te quotidianamente. Goccia dopo goccia. Come la soluzione salina di una flebo. Lo assorbi nei palazzi di giustizia, nei parlatori delle carceri, nelle astanterie degli ospedali, nelle stanze del tuo studio legale. Persino nella nostra Costituzione.
Ora il tono è appassionato. Ha iniziato una vera e propria arringa.
Ricordi cosa diceva Calamandrei? Nella nostra Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia. Tutto il nostro passato. Tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie sono sfociate in quegli articoli. E se uno si ferma ad ascoltare con attenzione, a intendere, come diceva lui, dietro e dentro gli articoli della nostra Costituzione si sentono voci lontane. Sono le voci di Mazzini, di Cavour, di Cattaneo, di Beccaria, di Garibaldi…ma anche di tanti giovani, di umili persone cadute combattendo. Nel dolore…»
Mi piace introdurre il libro di Ziccardi con questa citazione, un libro che rappresenta un caso editoriale nel panorama del thriller, e che introduce per la prima volta nel plot di questo filone una materia vasta, complessa, e che ci riguarda noi tutti: l’informatica.
Protagonista della storia è un avvocato penalista, Alessandro Correnti, che lavora in quel di Milano, un uomo sportivo, single, amante delle moto, accompagnato in tutte le sue avventure da un beagle di nome Bonanza, che è stato salvato da un carico illecito di cani destinati alla sperimentazione scientifica.
Nella persona di Correnti convivono due personalità, quella del presente che lo vede imbattersi in cause, tra decreti, arringhe e tribunali, e quella passata con il nome in codice di Deus, che lo vede come massimo esperto tra gli hacker del mondo, tra file, informazioni sospette, programmi, dischi rigidi e pc oscurati.
Il passato non può cancellarsi completamente, resta, ritorna, ti invade, e lo fa nella persona che si fa chiamare God, un uomo che già dal nome ci fa immaginare il suo senso di grandezza, che è impegnato in una conferenza a Milano, sempre sul tema del mondo digitale, in cui avrebbe svelato informazioni riservate, che avrebbero trasformato la vita di tutti inevitabilmente. Peccato però che God, riesce a malapena a presentarsi al pubblico, quando un malore lo colpisce improvvisamente. L’uomo già aveva problemi cardiaci tenuti sotto controllo da un peacemaker, cos’è che ha potuto provocare ciò? La tensione? Il clima? Un intossicazione alimentare?
Deus sa che non è un malore naturale, c’è qualcuno dietro a tutto ciò. Questo è solo l’inizio di quella che è la vicenda, che seguirà le tracce per far luce veramente su cosa è successo e sul come è successo.
L’avvocato Correnti, dall’altra parte è impegnato anche nelle aule del tribunale in un caso di pedopornografia, in cui si cerca di smascherare un architetto, e in un altro caso – in aiuto ad una cara amica – di smercio, sfruttamento e vendita di cani dall’Est-Europa; tutti questi ingredienti si mescolano con riflessioni sul mondo informatico:
«[…] A quel tempo l’hacking era ancora qualcosa di puro. Un’espressione di libertà. La sana volontà di aggirare gli ostcoli imposti dall’esterno, di violare sistemi d’interesse pubblico che non era giusto rimanessero segreti, misteriosi e nascosti. Una sfida aperta alla tecnologia chiusa che si stava diffondendo in quegli anni.
Rifiutavamo l’idea di autorità, manifestavamo diffidenza per il potere, chiedevamo un’informazione libera, cercavamo eguaglianza grazie ai computer.
E combattevamo per la libertà […]».
E non solo, l’evoluzione del personaggio anche è notevole, si condividono i suoi pensieri, le sue paure, i suoi stati d’animo, si combattono quei vecchi fantasmi creduti sepolti.
E ancora riflessioni:
«Deus. Ricorda. Il ciberspazio è la cosa più potente mai creata. E’ l’unica tecnologia che ha la capacità diretta di cambiare i comportamenti dell’uomo, di modificare le abitudini, di creare vite parallele che sembrano virtuali ma sono reali, di smuovere il pensiero dell’essere umano. Ed è l’unica cosa che non può essere fermata. E’ un sogno che stiamo realizzando. Combattendo. E le battaglie che ci aspettano sono ancora tante. E non possiamo abbandonarle, non possiamo mollare proprio adesso. Dobbiamo reinventare la politica. E dare a tutti l’accesso alla conoscenza. E potenziare la democrazia con la verità. Tu hai la capacità di essere il più grande innovatore che ci sia mai stato […]».
Un romanzo per temi e linguaggio, non banale, che riesce a farci tornare con i piedi per terra in un mondo ormai digitalizzato, spingendoci a chiederci: quanto di positivo e quanto di negativo riceviamo e trasmettiamo in rete? Ognuno leggendolo potrà trovare la sua risposta – perché non c’è un’unica risposta per tutti –, consapevolmente, perché tante cose forse non si sanno, e spesso si ignorano, facendo male, e più di quel che si pensa.