LIBRI LETTI: WEIL

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«Il potere non è quello di trasformare gli uomini in cose; questo è un potere che pietrifica anche chi lo esercita e non solo chi lo subisce. Il vero potere è quello di costruire mondi umani».

Simone Weil nata il 3 Febbraio 1909 in una famiglia ebrea borghese ha vissuto tutta la sua vita alla ricerca della verità, della vita vissuta, dello scontro con la realtà, e con i sommovimenti politici. Spinta da animo solidaristico portato all’estremo, si avvicinò al pensiero anarchico, e ad uno stretto rapporto col sacro seppur stando lontano dalle forme istituzionali che la esprimono.
In Il libro del potere saggio della scrittrice sono ricompresi tre suoi scritti: L’Iliade o il poema della forza: «la scelta della forza è l’inevitabile conseguenza di simili pensieri, in difesa della propria purezza, della propria identità, della incrollabile incertezza di avere ragione sempre e comunque», in cui leggendo il testo si giunge alla conclusione che il mito della forza non è altro che la scelta più debole.
Suo secondo scritto contenuto nell’opera è Non ricominciamo la guerra di Troia, in cui si esprime al meglio l’animo pacifista della filosofa, mistica e scrittrice francese, in cui la ricerca della verità diviene il fine ultimo di ogni suo agire.
Ultimo scritto contenuto nell’opera è L’ispirazione occitana in cui vengono poste le basi per tutto il suo impegno politico ed etico. «La guerra, la forza e la violenza non sono inevitabili e neppure qualcosa che va passivamente subito. Il punto non è ovviamente quello di sognare impossibili paradisi terrestri; piuttosto dobbiamo – dobbiamo perché possiamo – puntare all’equilibrio, come ciò che è in grado di disinnescare la tentazione della forza».
Lodevole scritto in cui ci si rende conto che oltre le mille battaglie frutto della forza le battaglie più importanti spesso possono – e auspicabilmente devono – essere combattute con l’intelligenza/pensiero, con la negazione della forza.