LIBRI LETTI: VONNEGUT

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Un libro con questo titolo e con questa copertina può non essere letto?
Ho avuto modo di apprezzare già questo autore nel suo forse più conosciuto Mattatoio n. 5, ma qui si parla di tutt’altra cosa. Questo libro fa bene all’anima, ti fa riassaporare e ricordare la bellezza delle piccole cose, dei piccoli gesti, dei momenti di cui spesso non ne riconosciamo il valore perché ritenuti poco importanti, ma che in sé ne hanno tanto.
Il libro è una raccolta di discorsi che l’autore ha tenuto in molte università americane, discorsi di chiusura di fine anno (che bella questa tradizione, che da noi è pochissimo praticata!), e se pensiamo che l’autore non è neanche laureato lo stupore di certo non è poco.
Il libro tratta diversi temi, che come nella copertina che raffigura un gelato, abbraccia diversi temi che possono avvicinarsi a diversi gusti del lettore: dalla famiglia alla comunità, dal ruolo degli insegnanti, all’amore per la parola e per i libri, alla bellezza delle piccole cose.

Certo, ora non avrebbe senso snocciolarvi ogni singola lezione, posso dire che è un libro che con ironia, con semplicità, e con l’intento – di certo – di non cambiare il mondo, ma di far riflettere, può essere apprezzato da tutti, sia da chi cerca qualche parola per uscire da un proprio periodo negativo sia da chi si sente felice (ma della felicità non se ne ha mai abbastanza, e va alimentata costantemente, quindi approfittate!).

I discorsi che mi hanno colpito di più sono stati quelli sul ruolo dell’insegnante:

«Quanti di voi hanno avuto un insegnante, in qualunque grado di istruzione, che vi ha resi più entusiasti di essere al mondo, più fieri di essere al mondo, di quanto credevate possibile fino a quel momento?
Alzate le mani, per favore.
Adesso riabbassatele e dite il nome di quell’insegnante a un vostro vicino, e spiegategli che cosa ha fatto per voi.
Ci siamo?
Cosa c’è di più bello di questo?»

E quello sui libri:

«Non abbandonate mai i libri. È così piacevole tenerli in mano, col loro peso cordiale. La dolce riluttanza delle pagine quando le sfogliate con i vostri polpastrelli sensibili. Gran parte del nostro cervello si dedica a decidere se quello che tocchiamo con le mani ci fa bene o male. Anche un cervello da quattro soldi sa che i libri ci fanno bene».

Da non perdere, perché Vonnegut vi riserverà delle piacevoli sorprese.