LIBRI LETTI: VELADIANO

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9788823513242

E’ la storia di Bianca «Ha quasi trent’anni, è della città ma è’vissuta parecchio a Venezia ed è tornata da qualche anno. Insegna al Liceo delle Arti ma questo lo sapevamo. Abita vicino a Santa Caterina in una casa di fine Ottocento, ristrutturata da poco, sua pare, con un giardino che sembra il paradiso terrestre, così mi dice il farmacista che ce l’ha quasi di fronte. Pieno di fiori, cespugli, alberi e rampicanti, così dice. La casa è quasi invisibile. Lui non la vede uscire la mattina perché la farmacia apre alle nove, però la vede rientrare. Qualche volta a piedi. Più spesso rientra con l’auto, direttamente in garage, dice. Riceve spesso una donna con un bambino. Qualche volta il bambino rimane da lei e la donna viene a riprenderselo in auto la sera. Forse una parente, dice. Non va mai in farmacia da lui, forse non si ammala, dice. La si vede camminare per il quartiere, non si sa dove fa la spesa. Qualche volta è insieme al bambino. Ultimamente l’ha vista parlare davanti al cancello con un uomo. Sembra un professionista, dice. Ha una borsa da cui prende dei fogli, prende appunti. Forse ha messo in vendita la casa, ma non ci sono cartelli. D’inverno va in montagna. Monta il portasci a novembre e lo smonta a marzo. Forse va di domenica. Non l’ha mai vista partire o tornare. Durante le vacanze di Natale non c’è. E nemmeno a Pasqua. Ma un’auto va e viene dal garage per tutto il tempo in cui lei è via. Qualcuno apre le finestre la mattina e le chiude la sera, forse una donna delle pulizie. D’estate la si vede di più. Porta vestiti verdi e blu e bianchi e questo non ci era sfuggito, giusto? Niente nero, mai. Tacchi alti e tracolla. Non l’ha mai vista con le cartellette dei disegni, tranne in questo ultimo periodo, ha detto. La scuola è dall’altra parte della città. Entra, fa lezione, e se ne va. Me l’ha detto il preside che è un caro amico mio e ce l’ha con lei per qualcosa ma non sono riuscita a estorcergli cosa. Niente amicizie, me lo ha detto il preside. È apprezzata, cordiale, ma niente amicizie. Fa una mostra all’anno nello spazio espositivo della scuola. Con i disegni dei suoi studenti. Acquerelli, acrilico, colori a olio, gessetto. Niente di suo. Non ha multe di nessun tipo. Me lo ha detto il vicesindaco, che è un caro amico che lo ha chiesto al capo dei vigili. E non è sposata. Zitellona che svapora la sua vita sulle tavole da disegno». Ma è anche la storia di un Don Giovanni, di un proprietario di un’azienda di design per collezioni di svariato tipo: dalle carte, agli oggetti alla moda. Quest’uomo rimane ammaliato dalle opere pittoriche di Bianca, ma come sua abitudine si innamora oltre che dei disegni anche della donna che li ha creati, ed è così che inizia una strana storia d’amore, con una donna altrettanto particolare. Non voglio svelare altro dell’evoluzione della storia, però, ho avuto come l’impressione che questa sin dall’inizio sia stata una storia non quasi perfetta, ma imperfetta dal principio. Se dal lato stilistico-estetico la Veladiano ha poco rivali perché sa raccontare elegantemente anche l’insignificante botanica che ruota attorno e al Don Giovanni e a Bianca dal punto di vista del contenuto – in questo libro – l’ho trovata molto carente, quasi inconsistente. Le pagine scorrevano, belle si, ma la storia non decollava, ed è così che si è protratta fino alla fine lasciandomi in me un senso di insoddisfazione. La sufficienza la raggiunge solo per lo stile; non mi resta che sperare in prossimi suoi libri belli e intensi come i suoi precedenti.