LIBRI LETTI: SEPÚLVEDA

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È dura per un cane lupo vivere alla catena, nel rimpianto della felice libertà conosciuta da cucciolo e nella nostalgia per tutto quel che ha perduto. Uomini spregevoli lo hanno separato dal suo compagno Aukamañ, il bambino indio che è stato per lui come un fratello. Per un cane cresciuto insieme ai mapuche, la Gente della Terra, è odioso il comportamento di chi non rispetta la natura e tutte le sue creature. Ora la sua missione – quella che gli hanno assegnato gli uomini del branco – è dare la caccia a un misterioso fuggitivo, che si nasconde al di là del fiume. Dove lo porterà la caccia? Il destino è scritto nel nome, e questo cane ha un nome importante, che significa fedeltà: alla vita che non si può mai tradire e anche ai legami d’affetto che il tempo non può spezzare.
Molto bello, e poetico, come d’altronde ci ha abituato lo scrittore con le sue opere in questi anni.

«[…] Non è il mio cane, sarà il compagno di mio nipote Aukamañ, condor libero. Non sapremo mai dove l’ha trovato nawel, il giaguaro, né che cosa sia successo a sua madre, ma sappiamo che questo cucciolo è sopravvissuto alla fame e al freddo della montagna. Questo cucciolo ha dimostrato lealtà a monwen, la vita, non ha ceduto al comodo invito di lakonn, la morte, perciò si chiamerà Aufman, che nella nostra lingua significa leale e fedele»