LIBRI LETTI: SEARLS, WEINBERGER

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Cluetrain manifesto è un insieme di 95 tesi organizzato e presentato come un manifesto, o invito all’azione, per tutte le imprese che operano all’interno di ciò che si propone di essere un nuovo mercato interconnesso. Le idee presentate, con l’obiettivo esplicito di esaminare l’impatto di Internet sia sui mercati (i consumatori) sia sulle organizzazioni. Inoltre, mentre i consumatori e le organizzazioni sono in grado di utilizzare Internet e Intranet per stabilire un livello di comunicazione precedentemente non disponibile tra questi due gruppi ed all’interno di essi, il manifesto suggerisce i cambiamenti che saranno richiesti da parte delle organizzazioni per rispondere all’ambiente del nuovo mercato.
Il manifesto è stato scritto nel 1999 da Rick Levine, Christopher Locke, Doc Searls e David Weinberger.
Nel gennaio 2015 Doc Searls e David Weinberger pubblicano una nuova edizione del Manifesto, in 121 punti, dal titolo New Clues, tradotto in italiano col titolo ‘Nuove Tesi’.

“Ascolta, Internet. […] La vera essenza di Internet è che ci permette di connetterci, in quanto individui diversi e distinti. […] Il super-potere della Rete è la connessione senza bisogno di autorizzazione. Il suo massimo potere è che possiamo fare di essa quello che ci pare”.

Internet siamo noi, connessi.

4: “Internet è un nostro bene comune, non una nostra proprietà”.
6: “La Rete è di noi, da noi, per noi”.
9: Internet è una totale non-cosa. Alla sua base c’è un insieme di accordi, che i più nerd chiamano “protocolli”.
13: “[…] Internet […] è adatto a fare qualsiasi cosa”.

La Rete non è un medium

20: “Sulla Rete, il medium siamo noi. Noi portiamo i messaggi. Lo facciamo ogni volta che pubblichiamo un post, ritwittiamo, mandiamo un link in una email o lo postiamo su un social network”.
21: “Contrariamente ad un medium, tu ed io lasciamo le nostre impronte digitali […]”.
22: “Tutte le volte che portiamo un messaggio attraverso la Rete, esso porta con sé un piccolo pezzo di noi”.

Il Web è World Wide

25: “Nel 1991, Tim Berners Lee usò la Rete per creare un regalo, che donò gratis a tutti noi: il World Wide Web”.
26: “Tim ha creato il Web fornendo dei protocolli (di nuovo questa parola!) che dicono come scrivere una pagina che può linkare a un’altra pagina senza chiedere il permesso a nessuno”.
30: “Diversamente dal mondo reale, ogni cosa e ogni connessione sul Web è stata creata da qualcuno di noi, mostrando un interesse e un punto di vista […]”.

Tuttavia, come abbiamo potuto lasciare che la conversazione fosse trasformata in un’arma?

34: “E ancora sentiamo le parole “frocio” e “negro” molto più in Rete che fuori”.
35: “La demonizzazione degli altri – persone con look, linguaggi, opinioni, appartenenze, o altri modi di stare insieme che con capiamo, apprezziamo o tolleriamo – su Internet è peggiore che mai”.
36: “Le donne in Arabia Saudita non possono guidare? Nel frattempo, metà di noi non possono parlare liberamente sulla Rete senza doversi guardare le spalle”.
37: “C’è odio in Rete perché c’è odio nel mondo, ma la Rete rende più facile la sua espressione e il suo ascolto”.
39: “[…] Non è e stato l’odio a creare la Rete, ma sta portando la Rete – e tutti noi – indietro”.
42: “La Rete ci offre un luogo condiviso dove possiamo essere noi stessi, insieme ad altri che apprezzano le nostre differenze”.
43: “Nessuno è padrone di questo luogo. Tutto possono usarlo. Chiunque può migliorarlo”.
47: “Terreni comuni generano tribù […]”.
48: “Su Internet la distanza tra le tribù si azzera […]”.
52: “[…] I Mercati sono conversazioni”.

La Gitmo della Rete

70: “Le pagine web creano connessioni. Le App. controllo”.
72: “Nel Regno delle App. siamo utenti, non creatori”.
73: “Ogni nuova pagina rende il Web più grande. Ogni nuovo link rende il Web più ricco”.
78: “Se per te la Rete è Facebook, allora ti sono stati messi addosso gli occhiali […]”.
91: Potremo comprendere che cosa vuol dire privato, solo quando avremo capito cosa vuol dire social […]”.

Una tasca piena di buone intenzioni

107: “La nostra cultura porta naturalmente alla condivisione, mentre la legge porta naturalmente alla difesa del copyright. Il copyright ha la sua funzione, ma nel dubbio, open è meglio”.
121: “Lunga vita ad Internet libero”.

Ho elencato quelle per me sono le più interessanti e su cui per ognuna potrebbe partire una lunga riflessione; sulla scia delle 95 tesi di Lutero, questo nuovo testo ci porta a riflettere su un terreno che esploriamo ogni giorno – spesso – non facendoci troppe domande, e alle volte solo l’interrogazione porta progresso.