LIBRI LETTI: SANTACROCE – RC: OB. 16 – UN/A GIOVANE AUTORE/TRICE ALL’ESORDIO

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Descrizione: La protagonista di queste storie riccionesi racconta in prima persona di una sua estate trascorsa in un appartamento condiviso con amici e amiche e in giro per luoghi abitati da un mondo parallelo che rifugge la “normalità” degli adulti. Fluo, con il suo linguaggio inedito e contaminato e nel suo stile immaginifico, narra storie di vita di giovani degli anni novanta, che vivono una loro esistenza accelerata, dissipatoria, talora irresponsabile, e sono insieme trasgressivi e sognatori, iper-consumisti e super-omisti.
“Mi piace chiudere gli occhi. Proiezioni acide riempiono la stanza creando giochi lisergici silenziosi. Le mie gambe si muovono lentamente sotto rete lurex abbondantemente smagliata. Adoro le smagliature, i buchi vistosi. Vorrei partecipare a serate di gala lucidate a nuovo coperta solo da un certo plaid semicarbonizzato e da un bikini più micro del dovuto. Così, tranquillamente, provocare scandali lanciando ragni liofilizzati.”

Un libro particolare, ma particolare con questa scrittrice ormai è abitudine. La protagonista è Starlet e siamo negli anni ’90, vengono raccontati senza filtri gli eccessi, l’alcol, gli abusi sotto ogni punto di vista di questa ragazza e della generazione che le è contemporanea. Se vi aspettate una trama andate oltre, piuttosto il libro può essere assimilato ad un diario, un diario di questa ragazza nelle sue follie, nei suoi eccessi, nella sua mancata normalità. Son arrivato alla fine per non lasciare il libro a metà, ma della scrittura ci sarebbe molto da dire, ma è così, la Santacroce è quella scrittrice che in un rigo ti fa dire: ‘oh, cazzo, quando avrei voluto scriverlo io questa frase’ e per le restanti sessanta pagine ti destabilizza, sfida il lettore, lo pone in un bivio: andare oltre, o abbandonare. Ogni volta una sfida cara Santacroce, ma forse è proprio per questo che hai nel modo o nell’altro un alto riscontro di pubblico.