LIBRI LETTI: ROVELLI

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Descrizione: Tempo, spazio e materia appaiono generati da un pullulare di eventi quantistici elementari. Comprendere questa tessitura profonda della realtà è l’obiettivo della ricerca in gravità quantistica, la sfida della scienza contemporanea dove tutto il nostro sapere sulla natura viene rimesso in questione. Carlo Rovelli, uno dei principali protagonisti di questa avventura, conduce il lettore al cuore dell’indagine in modo semplice e avvincente. Racconta come sia cambiata la nostra immagine del mondo dall’Antichità alle scoperte più recenti: l’evaporazione dei buchi neri, l’Universo prima del big bang, la struttura granulare dello spazio, il ruolo dell’informazione e l’assenza del tempo in fisica fondamentale. L’autore disegna un vasto affresco della visione fisica del mondo, chiarisce il contenuto di teorie come la relatività generale e la meccanica quantistica, ci porta al bordo del sapere attuale e offre una versione originale e articolata delle principali questioni oggi aperte. Soprattutto, comunica il fascino di questa ricerca, la passione che la anima e la bellezza della nuova prospettiva sul mondo che la scienza svela ai nostri occhi.

Carlo Rovelli è uno che la scienza la sa raccontare. Soprattutto a chi di scienza non ne fa il suo lavoro. Parla per tutti Rovelli. Usa parole semplici per spiegare concetti abbastanza complessi. Rovelli ama la divulgazione scientifica, come abbiamo già avuto modo di leggere, nel bellissimo “Sette brevi lezioni di fisica”, qui non si smentisce affatto.
Rovelli ci racconta la “struttura elementare delle cose” con semplicità, ci fa compiere un viaggio, ci fa rivalutare quella fisica che a molti – se non a tutti – tra i banchi di scuola faceva venire il prurito, l’odio, e si restava a distanza dall’oggetto del mistero.
Rovelli ci fa incontrare tanti uomini di scienza, racconta l’evoluzioni chiavi della fisica e mette luce sulle grande scoperte del Novecento, chiarisce le teorie su cui si basa la fisica moderna: la relatività generale in cui lo spaziotempo è curvo e continuo, e la meccanica quantistica in cui lo spaziotempo è piatto e finito, ma al di là dell’apparente contrasto la realtà sembra dar ragione ad entrambi.
Nel libro c’è spazio anche per una critica dell’autore alla fuga dei cervelli italiani all’estero, riportando gli esempi di Emanuele Alesci, Francesca Vidotto, Eugenio Bianchi, Claudio Perini ed Elena Magliaro.
Impossibile non essere affascinato dal modo di raccontare di Rovelli, seppur non si ami la fisica. Leggendo Rovelli si potrebbe scoprire un amore nascosto, o iniziato solo nel modo sbagliato.

“L’acuta consapevolezza della nostra ignoranza è il cuore del sapere scientifico […]. La scienza nasce da questo atto di umiltà: non fidarci ciecamente delle proprie intuizioni. Non fidarsi di quello che dicono tutti. Non fidarsi della conoscenza accumulata dai nostri padri e dai nostri nonni. Non impariamo nulla, se pensiamo di sapere già l’essenziale, se pensiamo che l’essenziale sia già scritto in un libro o custodito dagli anziani della tribù”.