LIBRI LETTI: RC2017, UN LIBRO CHE RACCONTI UNA STORIA DI ODIO

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Questo libro scava nel profondo. Quanto spesso dai media sentiamo l’arrivo di migranti da paesi in cui la vita non è più sostenibile? In questo momento storico tutti i giorni. Ecco, la Mazzucco ci apre le porte per conoscere meglio una di questi arrivi: la storia di Brigitte.
Una donna incontrata alla stazione Roma Termini, con cui Melania cerca di istaurare un rapporto di fiducia e comprensione per sapere di più della sua storia, perché è lì, come mai ha lasciato il suo paese per poi finire a fare la mendicante per strada.
Nel libro si leggono degli incontri con Brigitte e dell’evoluzione di questo dialogo a due, in cui nel libro interviene anche la stessa Mazzucco per inserire proprie riflessioni – cosa che non mi è affatto dispiaciuta –, si legge di questa donna proprietaria di due cliniche privata a Matadi, in Congo, madre di quattro bambini e che un giorno per aver deciso di non somministrare veleno a dei pazienti dopo un’azione antigovernativa viene imprigionata in piena notte inaspettatamente. Viene rinchiusa in un buco con altri prigionieri, in condizioni di cibo e igiene pessime.
In questo posto viene anche ripetutamente violentata, ma prima che l’egoismo e la brutalità di questi uomini la portino alla morte, un capitano a cui lei aveva aiutato a far nascere il bambino la libera in segreto. Brigitte poi grazie ad un amico riesce a procurarsi dei documenti falsi e un volo prima per Istanbul e poi per Roma, ed è da qui che comincerà la nuova vita di Brigitte: una vita inaspettata, senza soldi, senza speranze, senza più progetti, catapultata per necessità in una nuova realtà che non gli è propria. Brigitte è isolata, non capisce la lingua, non riesce a comunicare, e per di più non sa più niente sui propri figli. Riesce a salvarsi grazie all’aiuto del Centro Astalli dei gesuiti dove riceve ogni tipo di assistenza, sia medica che legale, oltre che cibo per vivere, e impara piano piano a fidarsi degli uomini bianchi, così strani e distanti all’apparenza.
Un libro che va letto per capire meglio quanto siamo spesso fortunati senza accorgercene, senza dare il giusto peso, perché non è umanamente possibile sentire di queste storie, e purtroppo tante e tante ancora sono nell’ombra, stanno accadendo ora mentre sto scrivendo, e noi siamo tristi o insoddisfatti –sempre più spesso – per cose insignificanti. Un libro scritto bene, che si legge tutto d’un fiato, perché al posto di Brigitte potrebbe esserci chiunque di noi. Una donna. Un uomo. Un bambino. Una bambina. Il mondo, ormai, non risparmia più nessuno, senza causa alcuna. Che questa storia e storie come queste aiutano a dare importanza alle giuste cose, persone – ovviamente – comprese.