LIBRI LETTI: RC2017, UN LIBRO CHE AVRESTI VOLUTO LEGGERE E NON HAI MAI FATTO

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«Sono io quella bambina.
Sono io quella ragazza.
Sono io questa donna.
[…]
Una massa di carne e metallo.
Un fiore appena sbocciato.
Un mezzo pesante in movimento.
Una sirena».

Questa è la storia di Barbara. E’ la storia di una donna piena di forza. E’ la storia di un mare contrario. Di un incidente e di una frattura. Frattura del corpo, ma anche dell’anima a cui l’autrice ha saputo reagire a pieni polmoni.
Nel libro si ripercorrono i 10 mesi successivi all’incidente, in cui la sirena con un mezzo pesante in movimento si denuda, si mostra al lettore senza filtri con le sue fragilità, le sue incertezze, ma anche la sua forza e determinazione.
Si legge del rapporto con il proprio corpo, uno scoprirsi che giorno per giorno diventa più intenso, del rapporto con gli ospedali, con i medici, con gli indispensabili e preziosi genitori.
Barbara conduce il lettore alla sofferenza, creando un pathos profondo, si soffre con lei, ma si gioisce con lei quando si leggono dei suoi progressi, di quella sua testardaggine, e tutto ciò non fa che bene.
«Una cosa che impari in questi giorni è che ci si può abituare a tutto, persino all’idea di non camminare più, ma non ci si può abituare al dolore fisico. Non esiste convivenza con il dolore. Esiste uno stato d’occupazione e tu non sei il conquistatore. Il dolore fisico fiacca le energie, ti riduce a una cosa tremante in attesa che altro dolore arrivi. Diventa il padrone del tuo cervello e non c’è nient’altro al di fuori di lui. È un amante vorace e possessivo, che non vuole dividerti con nessuno. E non da tregua. Mai».
Si arriva all’ultima pagina e si vorrebbe leggere ancora e ancora, di quello che è oggi, e non solo di quello che è stato, perché ogni lettore entrando in sintonia con Barbara non vuol – di certo – rompere questo filo rosso, ma attraverso le sue parole continuare questo legame che non tutti i libri riescono a creare. Grazie Barbara. Grazie Sirena in movimento.

«Ho impiegato molti anni per capire e sentire che il fascino, la sensualità non hanno niente a che fare con il muoversi su due gambe. La sensualità è una visione del mondo, che si ha dentro e che si trova riflessa negli occhi degli altri».