LIBRI LETTI: RC2017, UN LIBRO AMBIENTATO IN UN POSTO CHE VORRESTI VISITARE

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Sinossi: Ottobre 1874: Gabriel Camarasa, è appena rientrato con la famiglia in una Spagna attraversata da guerre civili e lotte dinastiche dopo aver trascorso diversi anni in esilio a Londra. Frequenta l’Università di Architettura di Barcellona dove incontra un ragazzo del secondo anno: Antoni Gaudí. Ne diventa amico, ma per tanti versi Gaudí resta un mistero per Gabriel: le sue conoscenze nell’ambito dell’architettura sono decisamente superiori a quelle degli studenti più brillanti e inoltre gli interessi di Antoni spaziano nei campi più vari, dall’esoterismo alla fotografia, dalla botanica ai bassi fondi della città. E quando la vita dei due amici viene sconvolta da un omicidio, le domande che si pone Gabriel si fanno più pressanti: dove passa le notti Gaudí quando di lui si perdono le tracce? Perché sembra conoscere così bene i bassifondi di Barcellona e frequenta individui così poco raccomandabili? Quale segreto conosce che potrebbe portare addirittura alla distruzione della celebre Cattedrale del Mare? Gabriel può veramente fidarsi di lui e della bellissima Fiona Begg, illustratrice che lavora nel giornale del padre di Gabriel, ma che sembra avere ben più confidenza con il geniale Antoni? Sullo sfondo di una Barcellona magica, un potente affresco storico, un romanzo che mescola abilmente realtà e finzione travolgendo il lettore con una vicenda d’amicizia e d’amore, di mistero e pericolo difficile da dimenticare.

La figura di Gaudí è inserita lì come un’operazione di marketing, eh sì, e io ci sono cascato, perché mi aspettavo di conoscere attraverso il romanzo qualcosa in più sull’architettura Gaudíana, e invece tale figura diviene solo un specchietto dell’allodole. Di contro c’è da dire che le ambientazioni, i personaggi, e la storia seguono un filo abbastanza spedito (sarà anche perché da sempre mi affascinano questi luoghi); siamo in piena lotta civile tra Repubblicani e Monarchici, e il tutto prosegue con le tracce che questi due uomini diventati amici per caso (Gaudí salva la vita a Camarasa): «voi mi salvate la vita, e io non vi chiedo neppure come vi chiamate. “Gaudí, Antoni Gaudí”. I giovane si sfilò il guanto destro e mi tese la mano con la stessa deferenza con cui quattro ore prima, nella Rambla, mi aveva restituito il cappello sporco di fango. Il gesto mi sembrò strano, ma non mi dispiacque. Nessuno mai prima d’ora si era sfilato il guanto per me», tentano di svelare sul vero uccisore dell’editore rivale del padre di Camarasa che al tempo aveva un quotidiano, dove la principale illustratrice, Fiona, avrà un ruolo chiave nell’epilogo del romanzo (che lascia presagire – forse – anche un sequel?). Quindi, concludendo,  il romanzo merita per l’architettura testuale, ma meno dal punto di vista di ciò che prometteva al lettore: una storia su Gaudí, dove in realtà Gaudí ha un ruolo secondario. Peccato. Inoltre, sul genere, è bene precisarlo non si arriva ai livelli del caro Zafòn e di Falcones!