LIBRI LETTI: RAYNERI

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5081_Pu_1253646084La storia è raccontata dal punto di vista di una tredicenne, e per questo forse lo stile risulta osmotico, un flusso esagerato senza fine, con poche pause, una punteggiatura – quasi assente –, periodi troppo lunghi, c’è da dire che forse l’autrice che nel libro cita l’Ulisse di Joyce malamente ne voglia prendere l’esempio, e non ci riesce affatto, per questo – forse – le critiche di molti.  Pulce ha nove anni, il naso a patata e due «occhioni accesi». Beve solo tamarindo, ascolta Bach, fa sculture con il pecorino e va pazza per le persone arrabbiate. Pulce non parla perché è autistica, ma «questo non significa che non abbia niente da dire». Un giorno come tutti gli altri, viene allontanata dalla famiglia senza troppe spiegazioni. Pulce non parla, o meglio solo attraverso la ‘Comunicazione Facilitata’ che può essere anche fallace, come lo sarà nel romanzo.  Un romanzo non completamente riuscito, forse, anche soprattutto – secondo me – per il coinvolgimento stesso dell’autrice che racconta questa storia autobiografica, che non riesce a distaccarsi troppo dalla storia stessa, e che a tratti è poco lucida.  Pulce non è vero che non c’è, esiste, vive, non parla, ma c’è, più di chi ha facoltà di parola. Con i suoi peluche, il suo pecorino, il tamarindo e altri elementi veramente particolari che la caratterizzano, c’è per tutti quelli che come lei si sentono stretti in un vestito che indossano, ma che non hanno scelto di indossare.  Un libro che parla di autismo, di violenze, di disagi, di incomprensione, di fallacia umana, ma soprattutto istituzionale, e ancora di famiglia, di scuola – forse troppo tradizionalista e che non regge il passo di un mondo che cambia e si evolve? (con tutti i problemi che ne conseguono, perché l’evoluzione porta anche elementi negativi) – di diversità, di direzioni e orientamenti umani non troppo scevri da condizionamenti sociali occulti.  Grazie Margherita, grazie Gaia, grazie a questa storia che seppur imperfetta merita di essere raccontata.  C’è anche un film che ne è tratto che non sono riuscito purtroppo a vedere (irreperibile su Internet).

Ecco il trailer: https://www.youtube.com/watch?v=wdQWn0882Uo

“E pensavo a tutte quelle volte in cui ero stata triste […] e appena mi cadeva sul pavimento la prima gocciolina di tristezza, appena cominciavo a pensare che forse ero sola con le mie bravate, ecco che Pulce affacciava la sua testolina alla porta: ovunque fosse si alzava, veniva ad abbracciarmi, mi guardava, mi sorrideva e mi dava una carezza finché non vedeva che stavo meglio, mi scuoteva la faccia forse perché era certa che l’aria avrebbe seccato i miei occhi, poi se ne tornava di là”.

2 pensieri su “LIBRI LETTI: RAYNERI

  1. ugo

    Brava, Gaia.Meritavi di più.Ti avrei vista bene a Cannes,sul Red carpet.Meriti molto non solo per il capolavoro che hai scritto,ma anche per aver fatto tutto da sola,senza l’aiuto di nessuno.
    Hai sacrificato tutta la vita, per seguire la tua sfortunata sorellina.
    Pensavo ad una petizione per farti avere almeno la cittadinanza onoraria, in quel di CANNES,appunto.Pochi la meriterebbero come la meriti tu.Auguri.Continua così.

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