LIBRI LETTI: POESIE D’AMORE – DA SAFFO A PRÉVERT – DI AA.VV.

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Descrizione: Un’antologia che inedita che canta la passione più bella del mondo, l’amore. Dall’antichità fino ai giorni nostri, dall’Argentina alla Cina, dai poeti più famosi a quelli meno conosciuti: tutti i sogni, le emozioni, i desideri degli innamorati, tradotti in versi e raccolti in tre volumi che parlano al cuore di ognuno di noi. Perché l’amore è il percorso e, insieme, la meta della nostra vita.

I volume: Sensazioni

Godiamoci la mia vita, mia Lesbia… di Gaio Valerio Catullo

Godiamoci la vita, mia Lesbia, l’amore,
e il mormorio dei vecchi inaciditi
consideriamolo un soldo bucato.
I giorni che muoiono possono tornare,
ma se questa nostra breve luce muore
noi dormiremo un’unica notte senza fine.
Dammi mille baci e ancora cento,
dammene altri mille e ancora cento,
sempre, sempre mille e ancora cento.
E quando alla fine saranno migliaia
per scordare tutto ne imbroglieremo il conto,
perché nessuno possa stringere in malie
un numero di baci così grande.

II volume: Sentimenti

Donne Intelligenti di David Herbert Lawrence

Chiudi gli occhi amore, lascia che io ti faccia
cieca. Ti hanno insegnato solo a leggere
problemi sulla superficie delle cose, e
algebra negli occhi degli uomini accesi
dal desiderio: in dio vedi un geometra
che interseca i suoi cerchi,
per confonderci.

Vorrei baciarti sugli occhi sino a baciarti
cieca. Se io potessi – se qualcuno potesse…
Allora forse nel buio troveresti quello che vuoi:
la soluzione che è sempre troppo profonda per la
mente, fusa nel sangue:
che io sono il cervo,
e tu la cerva tenera.
Ora basta indagare intorno a me! Vuoi che ti
odi? Sono un caleidoscopio, io, che tu agiti
e agiti, e non da mai l’immagine
giusta? Sono condannato a penetrarti
in un lungo coito di parole, io? Ora
basta. Non c’è speranza tra le tue
cosce, lontano, lontano dallo scrutare del tuo sguardo?

III volume: Passioni

Alla sua amante ritrosa di Andrea Marvell

Avessimo abbastanza Mondo e Tempo,
Non sarebbe un delitto, Signora, la vostra ritrosia.
Penseremmo seduti a quale strada prendere,
A come trascorrere il nostro lungo giorno d’Amore.
Voi sulla riva del Gange trovereste rubini: io presso
L’onda del fiume Humber mi lamenterei.
Vi amerei fino a dieci anni prima del diluvio,
E voi, se vi piacesse, potreste rifiutarmi
Fino alla conversione degli Ebrei.
Il mio amore vegetale avrebbe il tempo
Di crescere più grande di tutti gli imperi
E anche più lento.
Cent’anni se ne andrebbero a lodare
I vostri occhi e a contemplare il vostro volto.
Duecento per adorare uno dei vostri seni
E trentamila almeno per adorare insieme tutto il resto.
Un Evo intero per ciascuna parte, e l’ultimo
Alfine mostrerebbe il vostro cuore.
Perché senza alcun dubbio, Signora,
Questo cerimoniale voi lo meritate, e io non vorrei
Amarvi a minor prezzo.
Ma alle mie spalle odo continuamente
L’alato carro del tempo che si avvicina veloce:
W laggiù da ogni parte, davanti a noi,
Si stendono deserti di vasta eternità.
La vostra bellezza non sarà più ritrovata;
E non si potrà più udire nel vostro sepolcro di marmo
Echeggiare il mio canto: solo i vermi tenteranno
Quella verginità a lungo preservata:
E il vostro strano onore sarà mutato in cenere;
Tutta la mia lussuria trasformata in polvere.
Certo la tomba è un luogo intimo e bello
Ma dubito che qualcuno vi voglia fare all’amore.
Ora, dunque, mentre il colore della giovinezza
Si posa sulla vostra pelle come rugiada del mattino,
Ora mentre l’anima consenziente
Brucia con fiamme importune,
Ora finché possiamo godiamoci il piacere;
Subito come uccelli da preda amorosi
Divoriamo il nostro tempo,
Piuttosto che languire nelle sue lente mascelle.
Tutta la nostra energia, tutta la nostra dolcezza
Cerchiamo di addensarla in una sola sfera:
Gettiamo i nostri piaceri con rude violenza
Oltre i cancelli di ferro della vita.
Così sebbene non si possa obbligare il nostro sole
A fermarsi, possiamo tuttavia obbligarlo a correre.