LIBRI LETTI: PALAHNIUK

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palahniuk_soffocareSoffocare è un romanzo di Chuck Palahniuk del 2001. Il protagonista è Victor Mancini, studente di medicina fallito e dipendente dal sesso. Per mantenere la madre morente, che ormai non riconosce più il figlio, in una casa di cura costosissima, il giovane protagonista ha escogitato una maniera singolare per procurarsi denaro: si reca ogni volta in un ristorante diverso e, fingendo di soffocare, si fa salvare da qualcuno che, in seguito a questa esperienza, si legherà a lui e provvederà ad aiutarlo economicamente. Insieme all’amico Denny, un altro sessodipendente, lavora come comparsa nella simulazione di un villaggio del 1700. Villaggio soggetto a regole piuttosto ferree e privo di una vera passione da parte degli attori che dovrebbero animarlo. All’interno della clinica in cui è ricoverata la madre, fa la conoscenza della dottoressa Paige Marshall; la donna dice a Victor di essere capace di comprendere il diario di sua madre, scritto in italiano, e di essere a conoscenza di un modo per poterla salvare. Il libro in sé non mi è piaciuto per nulla (anche perché risente di troppa fantasia, chi è che rischierebbe di strozzarsi ogni sera per ricevere poi dei soldi dalla persona che ti ha salvato la vita in segno di sdebitamento/affezione?) Nota positiva è il voler esprimere attraverso il diario della mamma, la ritualità spasmodica degli abitanti del villaggio di scattare foto (per cattura i momenti, bloccarli), e il suo diario sulla dipendenza sessuale (altro modo per tenere linearità di fin dove è arrivato in basso), l’evanescenza dei momenti, che dopo il loro accadere, diventano marciume, ricordo, passato non sempre facile da digerire e a volte causa di soffocamento.

P.s. incuriosito dall’esistenza del film, lo guarderò.

Trailer del film: http://www.comingsoon.it/film/soffocare/38792/scheda/

«Possiamo passare la vita a farci dire dal mondo cosa siamo. Sani di mente o pazzi. Stinchi di santo o sessodipendenti. Eroi o vittime. A lasciare che la storia ci spieghi se siamo buoni o cattivi. A lasciare che sia il passato a decidere il nostro futuro. Oppure possiamo scegliere da noi. E forse inventare qualcosa di meglio è proprio il nostro compito».