LIBRI LETTI: ORWELL

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ISBN884525209_4

Per chi ama Orwell non può perdersi questo libro che contiene dei saggi dell’autore, che vanno dal ’39 al ’46, quell’autore che scrive per la libertà, che della libertà fa il suo motto, la sua battaglia, la sua vocazione, quello scrittore che si interroga, crea, stupisce, quello scrittore visionario, che intercetta il suo pensiero e gli fa fare mirabolanti avventure di senso, molto più avveniristiche dei suoi tempi vissuti.
Orwell in fondo è: «è uno scrittore imbarazzante – e anche per questo mi fa piacere parlarne. I letterati in genere lo hanno in sospetto, e sono disposti se mai ad accettare di lui solo La fattoria degli animali perchè somiglia ad un classico. I suoi connazionali non lo amano perchè “irregolare”, i comunisti lo odiano e anche morto ne parlano come di uno ‘spione’; i socialisti hanno parecchie riserve da fare e comunque non lo sentono come uno di loro, perchè non marxista ma liberale. Gli anarchici lo ammirano e gli vogliono bene, ma, come scrive Richards, pensano che non fosse un anarchico vero e proprio ma un ‘umanista’, cioè a dire presso a poco un illuso. I cattolici gli rimproverano la mancanza di Dio e le punte anticlericali, i laici il suo riserbo costante e il sentimento dell’apocalisse».
Saggi che indagano il rapporto tra politica e letteratura, che entrano nelle viscere dell’uomo e dei suoi pensieri, come a trovarsi nel ventre della balena a rifugiarsi dall’immorale e morboso camminamento di uomini che si credono perfetti non sapendo minimamente cos’è la perfezione.