LIBRI LETTI: ORWELL – RC: OB. 9 – UN CLASSICO

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Descrizione: Pubblicato negli Stati Uniti nel 1934 è il primo romanzo scritto da Orwell, ed è basato sull’esperienza diretta dell’autore, che fu membro della polizia imperiale della colonia indocinese negli anni Venti. Il romanzo narra la vicenda di James Flory, mercante di legname, che pur non condividendo l’atteggiamento razzista dei suoi compatrioti, colonialisti inglesi in Birmania, non ha la forza morale per opporvisi apertamente. Al tema politico si affianca quello sentimentale, trattato con eguale finezza dal giovane scrittore. Ma la vera anima del libro è la profonda indignazione umana di Orwell che durante il periodo trascorso in Birmania maturò una coscienza ben precisa dell’ingiustizia su cui si basavano i rapporti sociali, che andrà poi sempre più approfondendosi.

Siamo in Birmania, e più precisamente a Kauktada, dove risiedono sette inglesi che lavorano per il governo britannico e non ha la minima voglia di conoscere la cultura d’arrivo, di integrarsi con loro, anzi, badano bene a starsene in disparte, alla larga.
Questi uomini sono gli anglo-inglesi in bilico, tra il ritornare nella terra d’origine, dove però sarebbero vittime di derisione, e il restare lì con la voglia di predominazione, di conquista, di scontata superiorità. Questi sono degli uomini ibridi, che non hanno identità, e che cercano una patria da esibire.
Nel romanzo eccezione rappresenta Flory, un uomo diverso dai suoi compagni, un uomo di cultura, che è affascinato dalla storia della Birmania. Flory dirige un’industria di legnami, e si distingue dai suoi connazionali e viene a contatto con varie estrazioni del ceto sociale Birmano, incontrando chi pur di ricevere una minima attenzione da un anglo-inglese e conquistare il potere venderebbe se stesso arrivando a fare carte false come il giudice U Po Kyin e chi come il dottor Veraswami prova autentica ammirazione per la cultura inglese, per le diversità.
Il romanzo si sussegue con diversi avvenimenti, con atti e volontà di questi uomini che non hanno alcun timore di voler mostrare la loro superiorità, il loro odio e disprezzo verso questi altri uomini, con un’unica eccezione, il rapporto tra Flory e Veraswami, che decantano le lodi di una patria d’adozione e negano la propria patria d’origine.
Orwell in questo primo romanzo – come nei suoi successivi – precorrerà e affronterà temi difficili del tempo, come l’uguaglianza, il colonialismo, la globalizzazione, la politica, i sentimenti umani, e l’importanza dei riti e l’arte, tantoché gli editori del tempo erano assai timorosi di pubblicare il libro per paura di essere citati in giudizio per diffamazione, infatti il libro non fu commercializzato in India e Birmania.
Lo scrittore ci racconta attraverso una presa diretta gli strani rapporti tra due culture, con eloquenti caratterizzazioni dei personaggi, e degli ambienti sociali, oltre che di dinamiche socio-politiche. Da leggere, e che non si dica più che George non abbia scritto nulla di pubblicabile prima de “La fattoria degli animali”.