LIBRI LETTI: MCGRATH

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Follia è forse il più famoso libro dello scrittore inglese Patrick McGrath. Si narra di un’ossessione sessuale tra Stella, moglie insoddisfatta e triste di Max, vicedirettore di un grande manicomio in quel di Londra, e Edgar Stark, un paziente in regime di semilibertà che si dedica ogni giorno al giardinaggio e al restauro di una serra fatiscente.
Dall’incontro tra questi due si svolgerà tutta la vicenda, tra intrighi, omissioni, incontri fugaci, fino alla capitolazione dei sentimenti di facciata per andare incontro ad una libertà cercata, desiderata senza risparmiarsi. Perché Stella «per la prima volta sentiva che era valsa la pena di saltare nel vuoto, perché alla fine avrebbero trovato il posto sicuro dove amarsi senza paura. E fu in quello spirito che fecero l’amore: senza paura, liberamente, mentre i treni rombavano sul viadotto nella notte. E Stella lo fece ridendo, gridando, urlando al magazzino intero tutta la vita che aveva dentro».
Non c’è che dire un bel libro, però non mi ha fatto propriamente impazzire. Per due motivi: lo stile narrativo troppo ‘clinico’ che permea tutto il romanzo e il punto di vista della narrazione, raccontata da uno psichiatra, quasi come se osservasse dall’alto tutta la vicenda, e non intervenisse mai. Sapesse in anticipo, ma per scopo della narrazione restasse immobile. Forse avevo più alte aspettative, non so. L’idea di McGrath della testa però rimane geniale!