LIBRI LETTI: MARCHESINI – RC: OB. 30 – UN LIBRO “FEMMINILE” DOVE L’AUTORE O L’AUTRICE RACCONTI UNA STORIA DI DONNE

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Descrizione: È mercoledì quando la signorina Else, tremula spilungona dall’aria vagamente trasandata, sale carica di apprensione al quinto piano di un vecchio palazzo. All’interno 10 una coppia di psicoterapeuti accoglie nello studio i racconti delle vite degli altri, delle esistenze sensibili, oscure, inefficaci e corrosive nascoste sotto la crosta delle apparenze, figlie di una felicità perduta, mai cercata o di un’aspirazione assoluta. Un danno antico ha spezzato la vita felice della signorina Else; il suo tempo si è fermato a quel tempo memorabile, il pensiero ha assunto il passo del rimpianto. Bisognosa di simpatia, è incapace di farsi aiutare. Inaspettatamente attiva diviene durante una rocambolesca e clandestina avventura in un luogo dello studio sorprendente, da dove, al buio, si troverà a spiare l’esplosione ciarliera e appassionata di Zelda, una paziente dall’aspetto eccentrico, ridicolo, la cui grazia equina rivelerà un animo vibratile e realista. È una donna emotiva, carnale, densa e tanto vera! Dal dottore non va per sua volontà, depressa per procura del marito, si scopre divertente e così luminosa. La luce del buio del mistero illuminerà l’angolo scuro ed angusto dove Else si è ritirata a vivere. Le due donne diventeranno amiche in un tempo nuovo in cui l’esistenza estrema di Maria, la bellissima ragazza che abita all’interno 9, calerà la sua esaltante tragedia.

Ritorna la Marchesini col suo stile ridondante, ampolloso, claustrofobico. Niente è proprio la sua cifra stilistica, non voglio credere che sia un esternazione della padronanza della lingua, anche perchè non le servirebbe, la ricordiamo tutti a teatro nelle sue splendide interpretazioni. Bisogna ricordare che però l’esagerazione spesso è controproducente.
In questo libro ci troviamo in compagnia di tre donne, che ogni mercoledì sulle scale di un condominio incontrano i propri sguardi. Sguardi pesanti. Sguardi assenti. Sguardi sofferenti. Il male dell’anima, che è quello di vivere come non si vorrebbe. Loro, donne del dolore, Else, Zelda, e Maria provano a riemergere dalla propria inquietudine, insoddisfazione, incertezza, attraverso l’aiuto di uno psicoterapeuta. Ma non sempre le parole riescono a guarire tutto, quando forse ormai è troppo tardi.