LIBRI LETTI: MARAI

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La donna giusta è un romanzo dello scrittore ungherese Sándor Márai pubblicato da Adelphi nel 2004.

Descrizione: Un pomeriggio, in una elegante pasticceria di Budapest, davanti a un gelato al pistacchio, una donna racconta a un’altra donna come un giorno, avendo trovato nel portafogli di suo marito un pezzetto di nastro viola, abbia capito che nella vita di lui c’era stata, e forse c’era ancora, una passione segreta e bruciante, e come da quel momento abbia cercato, invano, di riconquistarlo. Una notte, in un caffè della stessa città, bevendo vino e fumando una sigaretta dopo l’altra, l’uomo che è stato suo marito racconta a un altro uomo come abbia aspettato per anni una donna che era diventata per lui una ragione di vita e insieme «un veleno mortale», e come, dopo aver lasciato per lei la prima moglie, l’abbia sposata – e poi inesorabilmente perduta. All’alba, in un alberghetto di Roma, sfogliando un album di fotografie, questa stessa donna racconta al suo amante (un batterista ungherese) come lei, la serva venuta dalla campagna, sia riuscita a sposare un uomo ricco, e come nella passione possa esserci ferocia, risentimento, vendetta. Molti anni dopo, nel bar di New York dove lavora, sarà proprio il batterista a raccontare a un esule del suo stesso paese l’epilogo di tutta la storia – e in qualche modo a tirarne le fila. Siamo in compagnia di Marika e Peter, di Peter stesso e Judit, di Judit e il suo amante, e del batterista ungherese e un suo connazionale. Potrebbe apparire un banale romanzo, un romanzo tra lui lei e l’altro, ma invece Marai nella narrazione riesce a far percepire al lettore tanto altro, soprattutto i sentimenti come la rabbia, l’egoismo, l’orgoglio, l’amore ferito, il rancore, e insieme ai sentimenti e alla narrazioni che si alternano l’autore riesce a farci vivere anche le temperie del tempo: contrasti tra ricchi e poveri, tra borghesia e proletari, tra padroni e servi. E’ il mio primo Marai, e devo dire che è una lettura molto profonda, e in nessun modo banale. Altamente consigliato (forse un po’ lunghetto per iniziare a conoscere l’autore).