LIBRI LETTI: MACIOCE

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Sinossi: La democrazia è il punching-ball del Terzo Millennio: clientelare, degenerata, utopistica, strumentale, anticamera delle dittature di massa, vive il suo periodo più buio e , di fatto, in Italia è stata sospesa. Ecco perché sempre più elettori disertano le urne e si definiscono “democratici non praticanti”. Ma come si è arrivati a questo sconforto generale? Un viaggio letterario, politico e filosofico alle radici del male di votare, una appassionata dichiarazione d’amore per la libertà, un manifesto critico per il “voto difensivo”. Perché la democrazia alla fine sarà salvata dagli astenuti.

Tutto l’ardore e l’animo di Vittorio l’ho sentito in un questa porzione di testo, che ne riassume tutte le intenzioni, orientare le persone sui grandi temi contemporanei:

“Pensa che il futuro dell’Italia sia arrivato grazie ai tanti sconosciuti che, per realizzare una visione, si sono incamminati in direzione ostinata e contraria. Contro lo Stato, i burocrati, le consorterie, fuori da ogni appartenenza, come cani sciolti, sospettati o ignorati, invidiati e boicottati, insabbiati. Di cosa sono fatti questi lupi fuori dal branco? Di coraggio, di ambizione, di amore, di costanza, di sacrificio, di quel pizzico di follia che dà il gusto come il sale che ti fa credere nell’impossibile. E se non hanno la forza di cambiare il mondo provano perlomeno a far deragliare il destino del loro giardino di casa. Non importa che sia un quartiere, una valle, un’isola, un pezzo di costa, un’azienda,, un centro di ricerca, un’accademia, un ospedale, una scuola, una strada, un negozio, un’officina, perfino una squadra di calcio. Se ognuno cercasse un pezzo di futuro da innestare intorno a sé potrebbe ridare forza alla democrazia. Il vecchio li voterebbe tutti, pensando per una volta che sia un voto inutile”.

Grazie Vittorio, grazie per questa riflessione, grazie per aver innestato e ridato voce ai più che spesso non l’hanno con il Festival delle Storie, perché Vittorio non è solo un paroliere, un affaccendiere della parola, è anche uno uomo che traduce la teoria nella pratica, e il suo Festival che è il Festival di tutta la Valle di Comino ne è espressione, espressione di una democrazia, sovente dimenticata!