LIBRI LETTI: LIBUTTI

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Dopo un’infanzia povera ma fantasiosa accanto a una nonna rivoluzionaria e una zia amorevole, Thomas Jay viene spedito in America. A dodici anni entra per la prima volta in riformatorio; trova il modo di scappare e si rifugia nella lavanderia di Max. Maestro silenzioso e discreto, Max accende nel ragazzo l’amore per la letteratura ma soprattutto lo incoraggia a scrivere. Anche il critico Samuel Atkinson crede in lui e fa pubblicare il suo romanzo In the Dim, in the Light, destinato a diventare una pietra miliare della narrativa contemporanea. Carattere inquieto e ribelle, Thomas Jay passa l’intera giovinezza fuggendo da un riformatorio all’altro per approdare al carcere, quello vero, fino all’ergastolo. Intanto i suoi romanzi, eccezionali allegorie della vita, incantano il mondo. «Chi lo incontra firma un contratto con l’eternità», dice il professor Atkinson per mettere in guardia Ailie, una studentessa che sta facendo una tesi sull’opera del suo scrittore preferito. Ma Ailie si è innamorata di Thomas Jay prima ancora di conoscerlo e vuole raccogliere i suoi ricordi e l’ultimo, estremo desiderio d’amore.
Un libro sofferente, che attraverso una cella di un carcere ci racconta la vita – attraverso le sue parole – fino alla redenzione con la letteratura, per arrivare a toccare le vette più alte dell’amore (proprio quando, ormai, ogni speranza e luce era lontana dai suoi occhi).
Stefano Lorenzini o Thomas Jay, a secondo di come lo si vuole nominare, è un lottatore, lotta con i suoi pensieri, con le sue parole, con ciò che scrive e con ciò che poi è realtà, lotta con la vita, con un passato che stava riuscendo a salvarlo, ma poi si è volatilizzato troppo presto. Ailie chi è, invece? Anche lei è una combattente, feroce sognatrice, che attraverso le parole dello scrittore riesce a dare un senso alla sua vita, a rimettere in moto e ordine ad ogni sua azione: «Se a un uomo togli i libri, se togli le parole quando sono le uniche cose che ha, cosa gli resta? Cosa può salvarlo dalle proprie ossessioni? Ma se i libri ce li hai dentro non te li può portare via nessuno. La realtà è tutto dentro di te. E allora puoi abbracciare la vita anche se te la negano. Fuori possono farti quello che ti pare, ma il mondo infinito che ti porti dentro non riusciranno mai neanche a sfiorarlo. Sei più forte». Ailie arriverà a scrivere anche una Tesi di Laurea sul suo scrittore di culto, ma il suo obiettivo va oltre: riuscirà Ailie a far uscire dalle brame dell’oscurità e del disprezzo verso l’esistenza questo scrittore che non ha nient’altro che motivi per vivere se non i libri?

«[…] Qualunque sia l’edificio su cui si ergerà il nostro futuro, però, mi piacerebbe pensare a questi giorni come all’inizio di una nuova storia. Perché, vedi, le storie per essere belle, per essere ricche e comunicare qualcosa, non devono necessariamente finire in tragedia. Gli eroi più belli e più forti non sono quelli che muoiono per un’ideale, ma quelli che lo affermano vivendo, e che talvolta per affermarlo hanno saputo rinunciarvi, in nome della vita. Ho creduto così fermamente nella poesia di un gesto da uscirne con tutte le ossa rotte. E ci credo ancora.»

«[…] Ho imparato ad accettare il fatto che qualunque evento ci colpisca, non è mai al di là delle nostre possibilità. Non sono mai gli eventi a determinare il nostro modo di essere, ma sempre il modo in cui sappiamo porco innanzi a essi».