LIBRI LETTI: LEIRIS

Standard

download

Questo è uno di quei libri di cui avrei fatto a meno di leggere, nato da una tragedia, nato dall’attacco terroristico avvenuto al Bataclan in cui Antoine Leiris – autore del libro – ha perso sua moglie, e ha scritto questa lettera accorata rivolta agli attentatori ripresa da tutti i media nazionali e internazionali del mondo. Il suo messaggio è forte, e per alcuni razionalmente non comprensibile, e fa più o meno così:

«Non avrete il mio odio. Venerdì sera avete rubato la vita di una creatura eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, ma non avrete il mio odio. Non so chi siate e non voglio saperlo. Siete anime morte. Se quel Dio per il quale uccidete ciecamente ci ha fatti a sua immagine, ogni proiettile nel corpo di mia moglie sarà stato una ferita al cuore per lui. Se vi odiassi vi farei un regalo. E’ quello che cercate, ma rispondere all’odio con la collera sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Volete che abbia paura, che guardi i miei concittadini con occhi diffidenti, che sacrifichi la mia libertà per la sicurezza. Partita persa. Il giocatore continua a giocare. L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo giorni e notti di attesa. Era bella quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi sono innamorato perdutamente di lei più di dodici anni fa […]».

Una schiera di pensieri che fanno bene, che sono più forti per chi dalla tragedia non è stato minimanete toccato, che fanno riflettere molto; si ammira la forza di questo padre che cresce il piccolo Melvil – ormai – da solo, con una dedizione ammirevole, ormai Melvil è il suo centro: «voglio che percepisca, l’orecchio incollato al mio petto, la mia voce che gli racconta il mio dolore, che senta i miei muscoli contratti per la gravità del momento, che i battiti del mio cuore lo rassicurino, perché la vita continuerà».

Da leggere per meditare. Antoine un esempio, non un eroe, anche perché sarebbe una parte che non gli è propria, e che lui non accetterebbe.

“Melvil non potrà mai saltare queste pagine della sua vita come lei saltava le pagine della storia. Io non ho la bacchetta magica. La nostra coccinella si è posata sul naso della strega, aveva un kalashnikov a tracolla e la morte sulla punta delle dita”.