LIBRI LETTI: LACKBERG

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Con quest’ultimo romanzo di Camilla Lackberg, La Strega, tornano in scena Erica Falck e Patrik Hedstrom che i lettori appassionati della serie conosceranno già.
Questa volta i due infaticabili commissari devono indagare sulla morte di una bambina di 4 anni, Linnea. Il luogo è lo stesso dell’uccisione trent’anni prima di un’altra bambina della stessa età. Una semplice coincidenza? Per il primo omicidio c’era stata una confessione che era stata poi ritrattata facendo cadere tutto nell’oblio.
Fjällbacka è in fermento, star per essere girato in questa ridente – quanto tragica e sfortunata per numero di morti – città, un film dallo stile hollywoodiano, con la famosa Marie Wall, nata e cresciuta in questo piccolo paesino per poi aver scalato lo star system e fare successo, il destino gioca le carte per lei. Lei che era stata accusata insieme alla sua amica del cuore trent’anni prima della morte di Stella. La morte sembra essere ritornata a Fjällbacka insieme a questa bambina, ormai nota attrice, è un caso, c’è un collegamento?
È da qui che le indagini e gli scavi nel passato di questa donna cominciano per cercare di fare chiarezza, di mettere ordine alle cose.
L’autrice sapientemente ci fa tornare indietro nel tempo, nel 1672, nel periodo della caccia alle streghe a Bohuslän, per parlarci di temi molto attuali, come l’incomprensione, il giudizio, la poca apertura nell’accoglienza, tanto da inserire nel romanzo il tema anche degli sbarchi degli emigrati che cercano rifugio. Ciò che non si conosce è subito giudicato. Ciò che si sa a volte non è come sembra. Marie Wall è tornata, e lo spargimento di sangue ha ripreso vigore. Ma dietro la macchina da presa questa volta chi c’è? La migliore amica di Maria? Un forestiero? Un emigrato in cerca di fortuna? Un regolamento di conti familiari?
Solo Erica Falck e Patrick Hedstrom potranno far luce sul caso, e noi lettori a fremere avidamente per sapere tutto, anche più del dovuto.
Consiglio per l’autrice: meno prolissità, e che vada più al nocciolo della narrazione, a volte anche 50 pagine in meno possono salvare una narrazione avvincente da una un po’ farraginosa.