LIBRI LETTI: KRISTOF

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978880616413GRA

«Tobias Horvath è un emigrato, ogni suo giorno scorre nella quotidiana lentezza dell’abitudine e della ripetizione di gesti vuoti. Nato «in un villaggio senza nome, in un paese senza importanza», ha trascorso l’infanzia nella miseria, all’ombra della madre che era la ladra, la mendicante, la puttana del paese. Quando, tra i molti uomini che vedeva entrare e uscire di casa, ha scoperto chi era suo padre, Tobias ha preso un lungo coltello e gliel’ha affondato nella schiena, spingendo con tutte le sue forze per uccidere anche la madre, stesa sotto di lui. Il suo presente è il tempo che segue la fuga, senza sapere cosa si è lasciato alle spalle: non gli resta che rifugiarsi nella scrittura e nell’attesa di Line, una donna immaginaria.
Il giorno in cui Line arriva, sarà come il materializzarsi di un ricordo: lei emerge dal passato è la sua sorellastra, la sua ossessione di sempre. La nostalgia si mescola alla curiosità di sapere, la complicità sfocia in un amore impossibile. Potrebbe essere l’inizio di un futuro diverso, ma quella di Line e Tobias è una storia che non si può lasciare alle spalle».
Doloroso, straziante, incisivo. Un romanzo che ci parla di fuga, e di ossessioni, quelle manie che ogni uomo porta con sé, ma molte volte non esperisce. Ossessioni diverse, ma complementari, quella di una donna immaginata, amata, desiderata, e quella di una scrittura salvifica, appiglio e unica ragione per andare avanti. Si parla anche di ripetitività, di alienazione, e infine, di ribellione verso un passato che non può essere cancellato, ma essere solo una cartina offuscata di un presente che sembra ancora da disegnare.

Curioso di vedere il film tratto dal libro per la regia di Silvio Soldini col titolo “Brucio nel vento”.
Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=T-CNjxx2-EY