LIBRI LETTI: JELLOUN

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Descirizione: «II centro del mondo si è spostato in Nord Africa. Dopo la Tunisia, l’Egitto, e poi chissà quali altri paesi ancora. Il popolo invade le strade e riempie le piazze. La polizia in parte solidarizza in parte reprime. Frange di fondamentalismo si mischiano alla maggioranza che chiede diritti e libertà, stemperando il proprio potenziale violento. II mondo sta a guardare e fatica a prendere posizione. La voce di Tahar Ben Jelloun si leva con lucidità per spiegare in modo semplice cosa è accaduto, cosa sta accadendo e cosa accadrà. “Cadono dei muri di Berlino”, dice l’autore, e niente dopo questi fatti sarà più come prima nel mondo arabo. Questi paesi stanno scoprendo, hanno scoperto e rivendicheranno d’ora in poi, il valore e l’autonomia dell’individuo in quanto cittadino. Dopo i best seller dedicati al razzismo e all’Islam, l’autore marocchino di nazionalità francese torna a prendere di petto l’attualità più bruciante con tesi che faranno molto discutere, per nulla tenere con l’Occidente. Quali sono le colpe dell’Europa e degli Usa? Davvero l’Europa e gli Usa vogliono l’autodeterminazione dei popoli arabi? Oppure fanno più comodo pseudo-dittatori che flirtano con la finanza mondiale e i governi occidentali? Il petrolio c’entra e in che misura? Molte domande, alcune risposte per cosa sta accadendo sull’altra sponda del Mediterraneo».

Parto con il dire che questo libro presenta un grande difetto: è troppo breve, rispetto al tema affrontato. Molti potrebbero pensare che questa rivoluzione tunisina sia simile alla rivoluzione dei garofani in Portogallo, nel Novembre 1974, ma in realtà è diversa.
«Rivoluzione dei gelsomini è l’spressione adottata dalla stampa occidentale per definire la rivoluzione scoppiata in Tunisia nel dic. 2010. L’inizio della rivolta viene simbolicamente fatto coincidere con il clamoroso gesto di protesta di Mohamed Bouazizi, un giovane venditore ambulante che il 17 dic. 2010 si è dato fuoco nella cittadina di Sidi Bouzid per protestare contro le continue vessazioni da parte delle forze locali di polizia».
I popoli arabi da tempo sono soggetti a sottomissioni e si sono rassegnati per tempo immemore a tale situazione, ogni tanto qualche sovversivo si è fatto ammazzare, ma nulla è mutato. Il nodo centrale è che in queste terre il principio espresso dalla Rivoluzione Francese, del libero agire, e del libero pensare – con conseguenti diritti e doveri – come singolo individuo non esiste, si esiste solo come comunità, come tribù, come clan o soggetti aggregati.
Lo scrittore, con la sua chiarezza puntuale ci spiega cosa accadde nel mondo arabo e nel nord Africa, e precisamente in Tunisia, Egitto, Yemen, Algeria, Libia, tra il 2010 e il 2011 e ci fa riflettere senza infingimenti e filtri che anche l’Occidente è causa e propulsore di quanto successe, e di quanto sta accadendo ancora oggi. Perché astrarsi è facile, lavarsene le mani ancor di più.