LIBRI LETTI: HARUF

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Siamo a Holt, una città desolata del Colorado, la storia di cui il libro si fa portavoce è tanto lieve quanto desolata come quelle terre aride bruciate dal sole, è una storia di sopravvivenza e di morte, di una morte che cambia le geografie dei comportamenti di chi sta accanto all’uomo, ma cambia anche l’uomo stesso, ad un passo dalla fine, dal nulla.
Haruf sembra essere una spettatore esterno alla vicenda e dare unicità tanto ai momenti quotidiani, ai cambiamenti climatici, agli avvenimenti in fattoria, tanto ai momenti più rilevanti della storia, quasi a voler far scegliere il lettore su quale dei due soffermarsi, dare importanza.
Il libro racconta altre storie collegate, di altrettanta importanza: come la storia di un uomo che si è tolto la vita, e di una donna sull’orlo della disperazione che tenta di cambiare vita toccando il fondo, la storia di un adulterio, di un uomo che non si è tolto la vita, ma pensa di togliersela, di un’orfana, di un uomo di chiesa che non conforme alla tradizione è allontanato.
Il libro racconta del dolore e del senso di perdita, tanto in sé, facendo riaffiorare tutti i fantasmi del passato, provocando sentimenti di colpa, di rimpianto, di vergogna, quando, forse, è troppo tardi, e tanto negli altri, di chi quel dolore lo vive come condizione indotta. Vede quel dolore, lo vive, ne sente l’odore e il progredire, ne combatte ogni giorno le conseguenze, in maniera amorevole, con accadimento materno.
Un libro che si fa intenso pagina dopo pagina, che all’inizio appare un pochino lento nel suo dispiegarsi, ma che poi ti travolge con tutta la sua forza, la forza del sentimento umano e nella benevolenza e nella sua disperazione, che attraverso una Benedizione umana trova la sua conferma.

Il libro è pregevole anche perché è pubblicato da un piccolo editore, NN Editore che ha permesso di conoscere questo autore al pubblico italiano. Questo libro è il primo di una trilogia, di cui il secondo è “Crepuscolo”, e il terzo è “Canto della pianura” (anche se in Italia è stato pubblicato solo il primo e il terzo, mentre il secondo uscirà in primavera).

«[…] Quante volte sono entrato e uscito da quella porta. Non è così, Mary?
Secondo te quante volte, caro?
Sei giorni alla settimana, cinquantadue settimane all’anno per cinquantacinque anni, rispose lui. Quanto fa?
Fa una vita intera».