LIBRI LETTI: GAMBERALE&GRAMELLINI

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 71qMwCzQDeLGioconda detta Giò ha trentasei anni, una storia familiare complicata alle spalle, un’anima inquieta per vocazione o forse per necessità e un unico, grande amore: Leonardo. Che però l’ha abbandonata. Smarrita e disperata, si ritrova a vivere a casa dei suoi nonni, morti a distanza di pochi giorni e simbolo di un amore perfetto, capace di fare vincere la passione sul tempo che passa: proprio quello che non è riu – scito al suo matrimonio. Ma una notte Giò trova un biglietto che sua nonna aveva scritto all’angelo custode, per ringraziarlo. Con lo sconforto, e con il coraggio di chi non ha niente da perdere, Giò ci prova: scrive anche lei al suo angelo. Che, incredibilmente, le risponde. E le fa una promessa: avrò cura di te. Poi rilancia. L’angelo non solo ha una fortissima personalità, ma ha un nome: Filèmone, e una storia. Soprattutto ha la capacità di comprendere Giò come Giò non si è mai compresa. Di ascoltarla come non si è mai ascoltata. Nasce così uno scambio intenso, divertito, commovente, che coinvolge anche le persone che circondano Giò: il puntiglioso ex marito, la madre fricchettona, l’amica intrappolata in una relazione extraconiugale, una deflagrante guida turistica argentina, un ragazzino che vuole rinchiudersi in una comune… Grazie a Filèmone, voce dell’interiorità prima che dell’aldilà, Giò impara a silenziare la testa e gli impulsi, per ascoltare il cuore. Ne avrà davvero bisogno quando Filèmone la metterà alla prova, in un finale sorprendente che sembrerà confondere tutto. Ma a tutto darà un senso. Una storia epistolare abbastanza banalotta, con qualche frase anche carina, e su cui magari potersi soffermare (sia chiaro non più di due/tre secondi), tra Giocanda (cui dietro c’è la Gamberale) e Filèmone (cui dietro c’è Gramellini), due stili diversi, ma che alle volte si incontrano, un Gramellini che ho sentito molto vicino a “L’ultima riga delle favole”, per la sua intimità, per la sua caratura della parola che a lungo andare è macchinosa, per la parte sentita di quello che la vita già l’ha vissuta fino alla fine e ora stia tornando indietro a dare consigli alla donna sprovveduta al suo primo play. Non so, penso sia una grossa trovata commerciale, anche perché se singolarmente già vendevano, in due, non possono che aver venduto di più. Non molti contenuti, tanta leggerezza, l’ennesima storia di crescita e ritrovamento di sé.