LIBRI LETTI: ERNAUX

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Con la Ernaux si entra nell’intimità, si entra nella sua storia, nella sua famiglia, nei grovigli della sua anima, in quei pensieri disturbanti che l’hanno afflitta – e forse l’affliggono ancora ora –.
L’altra figlia è un breve racconto, che è rappresentato da una lettera virtuale che l’autrice pensa di inviare a sua sorella morta nel 1938 di difterite, prima che lei nascesse.
Ed è da questo avvenimento che tutta la narrazione prende forma: si legge di una Annie dimessa, con i suoi sensi di colpa, quella figlia sbagliata, l’altra figlia che è nata dal dolore solo perché una malattia l’ha portata via.
Lei sua sorella Ginette, morta all’età di sei anni, dopo numerosi tentativi di trarla in salvo da una malattia di cui poco dopo si scoprirà la cura, è l’ombra di Annie, che ha scoperto questa sventura per caso, nel negozio della madre, una drogheria, che confessa ad un cliente l’accaduto.
Ed è da questo avvenimento che Annie farà finta di niente, non dirà ai genitori che sa questa storia, che conosce il suo passato, che conosce la sua storia scritta dall’arrivo di una morte; quei suoi genitori tanto devoti alla vergine di Lourdes, a cui si deve anche la guarigione dall’infezione da chiodo arrugginito, e quindi da una forma di tetano, di Annie: la sopravvissuta.
In ottanta pagine l’autrice rende ancora più intima la sua storia ai suoi lettori, col suo solito stile moderato, non eccessivo, ma neanche dismesso, come solo l’autrice sa fare, perché basta guardarla in foto e vien da pensare che non può essere altro che così.