LIBRI LETTI: DURAS

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L’amante è un romanzo della scrittrice francese Marguerite Duras, pubblicato per la prima volta nel 1984, anno in cui ottenne anche il premio letterario Goncourt. In Italia appare per la prima volta nel 1985 con il titolo L’amante. Nel 1992 il regista Jean-Jacques Annaud trasse da questo romanzo il film omonimo con Jane March.
Evoluzione della storia: Siamo nel 1929, una ragazza di appena 15 anni (ed il cui nome non viene mai rivelato) è in viaggio sul traghetto che attraversa il delta del Mekong; è di ritorno da una vacanza trascorsa nell’abitazione di famiglia a Sa Đéc (Provincia di Dong Thap) e sta tornando nel collegio di Saigon dove studia. Mentre si trova sul ponte dell’imbarcazione attrae l’attenzione di un giovane ventisettenne di origini cinesi figlio ed erede di un importante uomo d’affari; egli inizia una conversazione con la ragazza e, appena sbarcati, le propone d’accompagnarla in automobile: lei accetta il passaggio nella sua limousine con autista e si fa portare fino in città, all’ingresso della scuola.
La giovinetta è figlia di una vedova affetta da crisi maniaco depressive, ha un fratello più grande che detesta ed uno più piccolo che adora; presto, aiutata anche dalle circostanze economiche difficoltose in cui si trova, finisce col diventar l’amante del giovane cinese: inizia una relazione che vuol far credere a se stessa sia solo puramente sessuale e d’interesse. Comincia anche a farsi pagare proprio come fosse una prostituta e porta i soldi a casa; la madre e il fratello maggiore cercano d’approfittarne, fino a quando il padre del giovane uomo non s’intromette con la sua forte disapprovazione, portando così all’interruzione brusca della relazione tra i due.
Solo molto più tardi la ragazza riconoscerà i propri sentimenti, la profondità e la sincerità del suo amore verso quello straniero dagli occhi a mandorla.
Non mi ha entusiasmato per niente, vuoi anche per l’argomento, ma anche per lo stile troppo frammentario, troppo caotico e confusionario che fa vivere al lettore un percorso non lineare, ma a balzi.
Questo scrivere un po’ in prima persona un po’ in terza persona mi ha infastidito, queste reiterazioni buttate qui e li con intenti volutamente strategici alterano tutto ciò che di bello si può avere da una lettura, questi continui salti temporali poi…
Duras sicuramente una scrittrice tormentata – anche perché il libro è autobiografico – però, non sempre riesce ad arrivare a tutti i lettori, e in questo caso io mi son sentito tanto distante. Distante da una madre che non vorrei mai, e da una figlia che mai e poi mai vorrei veder giocare con i sentimenti per poi restarne intrappolata.