LIBRI LETTI: DICK

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 fanLa svastica sul sole, ripubblicato anche come L’uomo nell’alto castello, è un romanzo ucronico di Philip K. Dick pubblicato nel 1962 e vincitore del Premio Hugo come miglior romanzo. L’autore immagina un’ucronia in cui Hitler e l’impero giapponese hanno sconfitto gli alleati nella seconda guerra mondiale, diffondendo il nazismo nel mondo intero, Stati Uniti compresi. In quest’universo alternativo, il destino dell’America ricalca quello della Germania post-1945: è infatti divisa in tre stati, corrispondenti alla costa orientale (sotto controllo tedesco), quella occidentale (controllata dai giapponesi) e gli Stati delle Montagne Rocciose, che fungono da cuscinetto tra gli altri due. In primo piano le vicende di un gruppo di personaggi: l’orafo ebreo Frank Frink (il cui vero nome sarebbe Fink, alterato per sfuggire alla caccia dei nazisti), la sua ex-moglie Juliana, insegnante di arti marziali, l’antiquario Childan (che vive servendo i giapponesi, ma ammira segretamente i nazisti), il funzionario nipponico Nobosuke Tagomi e l’uomo d’affari svedese Baynes. Le vite di queste cinque persone entreranno in contatto in modo drammatico, quando verranno coinvolti in una serie di complotti orditi dalle potenze che si sono spartite il mondo (nazismo tedesco e imperialismo giapponese); a tutti verrà però concessa una rivelazione sul mondo in cui vivono e che sembra loro normale, per quanto mostruoso. Alcuni critici hanno suggerito che il romanzo di Dick potrebbe essere stato ispirato da It Can’t Happen Here, un libro di fantapolitica scritto negli anni ’30 da Sinclair Lewis, dove s’ipotizzava che nelle elezioni presidenziali del 1936 avrebbe vinto un demagogo che avrebbe imposto negli Stati Uniti d’America un regime nazifascista. È stato anche ipotizzato che il romanzo di Dick, assieme a quello di Lewis, sia stato fonte d’ispirazione per l’ultimo romanzo di Philip Roth, Il complotto contro l’America, dove si racconta cosa sarebbe successo se le presidenziali del 1940 fossero state vinte dall’aviatore Charles Lindbergh, che simpatizzava per il nazismo. Nel romanzo la storia devia da quella reale il 15 febbraio 1933 con la morte del presidente americano Franklin D. Roosevelt quando il tentato omicidio va a buon fine. Conosco poco questo autore, seppur la sua fama, mi è piaciuto il libro, anche se il genere non è proprio quello che mi fa impazzire; questo libro avrebbe dovuto avere dei seguiti poi mai scritti dall’autore, peccato. Sicuramente rileggerò l’autore, magari scegliendo un libro più nelle mie corde per temi, anche se l’argomento affrontato è abbastanza interessante. Promosso, ma con riserva condizionata dai miei gusti.