LIBRI LETTI: DEXTER

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«C’è fame nel mondo, amico. Qualunque gusto tu abbia, c’è qualcuno a cui piace mangiarti. È naturale. È così che il mondo si mantiene pulito».

Los Angeles 1953.
Il campo da golf è un campo di guerra per Train.
Train è giovanissimo. È nero, è povero, è un caddy.
Guarda i bianchi giocare e si allena, di nascosto.
Per giocare meglio di tutti.
Poi un giorno sul campo da golf incontra Packard.
Misterioso, potente. Come un dio segreto.
E la sua vita cambia per sempre.
Qual è il segreto di Packard, che si arroga il diritto di salvare e di punire? E quale destino vuole che Norah, bella e ricca donna bianca liberal, subisca la violenza piú selvaggia e si leghi per sempre a Packard?
Sotto gli occhi di Train, si compone un mistero che è una storia di amore e di orrore improvviso, di salvezza e di perdizione. Una storia che lascia il lettore stupito di fronte a uno scrittore che ha trovato la chiave della grazia e insensatezza della vita.

Quello che mi ha colpito di questo libro sono i personaggi, e il loro vivere nella narrazione, né Train, né Norah, né Mr. Packard sono buoni o cattivi in sé, ne agiscono in balia di un destino che ne detta gli orientamenti, loro sono persone con le loro debolezze, le loro mancanze, ma anche i loro pregi, le loro qualità, ma come in un uroboro, come in una nemesi tutto rientra e ritorna in quel circolo che è stato alterato, spezzato, cambiato. Non si scappa, e neanche i personaggi riescono a scappare da esso. Sullo sfondo si vedono tanti campi da golf, una Los Angeles degli anni ’50, tanta violenza e sangue, e per non farsi mancare nulla in pieno stile americano il razzismo.
Non so, sul retro di copertina era stato accostato a Faulkner ma non ne rivedo i suoi elementi, anche se non dico che Pete Dexter scriva male – anche se a volte cade nella noia, e nell’eccesso –, solo che certi accostamenti potrebbero essere evitati. Per non ingannare il lettore.

P.s. il libro l’ho letto anche per la bellissima copertina di Train, il ragazzo nero.