LIBRI LETTI: CAMERON

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Dal risvolto di copertina: Lasciatosi alle spalle San Francisco insieme a quel che gli era necessario lasciare – «cioè tutto» –, Alex Fox approda a La Plata, la soleggiata capitale del minuscolo Sta­to di Andorra, dove spera di poter cominciare una nuova vita. E la scelta sembra quanto mai azzeccata: «Chiunque viva ad Andorra viene considerato suo cittadino» recita la Costituzione, e in effetti sono in molti a mostrarsi subito ansiosi di conquistare le simpatie del nuovo arrivato. Come Mrs Reinhardt, anziana ospite del­l’unico albergo in città, che chiede ad Alex di leggere per lei; o Sophonsobia, matrona della potente famiglia Quay, che certo non sarebbe contraria a una liaison tra lui e l’amabile figlia Jean; o i coniugi Dent, che ben presto lo mettono a parte dei lati meno limpidi del loro matrimonio. Approfondendo via via le sue nuove conoscenze, Alex si renderà conto di non essere il solo a fuggire dal proprio passato, finché, sempre più coinvolto nella vita sotterranea di Andorra, scoprirà «le stanze grigie e senza finestre dietro al favoloso scenario». E quando dalle acque del porto di La Plata emergeranno due cadaveri con chiari segni di morte violenta, lui sarà fra i principali indiziati: la tragedia, è fatale, non può essere trascesa, né cancellata o dimenticata.

Andorra è l’opera prima di Peter Cameron, c’è da dire che si sente subito rispetto alle sue pubblicazioni successive che c’è meno forza nei dialoghi, c’è meno intensità.
L’Andorra di cui parla l’autore non è quella che noi tutti conosciamo, ma è una piccola città sul mare, dall’aria sgangherata, sciatta, decadente, una terra di mezzo e di frontiera dove esuli vengono a lavare le loro coscienze in cerca di redenzione.
Il protagonista del libro è Alex Fox, anche lui approdato ad Andorra in cerca di nuova vita, in fuga da un passato invadente. Alex è un uomo ermetico, distaccato, e non ha più moglie.
Per gli abitanti del posto Alex rappresenterà un oggetto del desiderio, un oggetto da avvicinare, da scrutare, e osservare, una cartina da decifrare, e un alfabeto da imparare, quasi come il proprio. L’indolenza degli uomini e il passato che ti divora dentro sono i tratti tipici della narrazione, fin per arrivare al colpo di scena finale ingenuamente presagibile. Tutti abbiamo un passato da nascondere, ognuno con diverse sfumature e modi per superarlo.
Elementi negativi del romanzo sono: un Cameron decisamente ingenuo, troppo legnoso nell’infarcire il testo di citazioni, le ritrattistica di situazioni perfettamente prive di errori nei tempi e nei modi, ma nonostante tutto– considerando che è il suo esordio – non male affatto.
Inoltre, mi ha ricordato per l’intessitura dei personaggi “Quella sera dorata”.