LIBRI LETTI: CACUCCI

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Pino Cacucci ci regala un monologo intensissimo, un monologo sentimentalista della vita di Frida Kalho e dell’amore che la legò per tutta la vita al muralista più famoso del Messico, Diego Rivera.
Per apprezzare questo testo, bisogna dimenticarsi la biografia dettagliatissima di recente pubblicazione firmata Neri Pozza, dal titolo “Frida” di Hayden Herrera, forse la storica più famosa di Frida ad oggi ancora vivente (da cui hanno tratto da un suo precedente libro il bellissimo film Frida del 2002 per la regia di Julie Taymor).
Un libricino piccino che regala emozioni forti, che son racchiuse proprio qui:

«La pioggia…
Sono nata nella pioggia.
Sono cresciuta sotto la pioggia.
Una pioggia fitta, sottile…una pioggia di lacrime. Una pioggia continua nell’anima e nel corpo.
Sono nata con lo scroscio della pioggia battente.
E la Morte, la Pelona, mi ha subito sorriso, danzando intorno al mio letto.
Ho vissuto da sepolta ancora in vita, prigioniera di un corpo che agognava la morte e si aggrappava alla vita.
Molte volte sono stata sigillata dentro bare di ferro e di gesso, ma…io resistevo, ascoltavo il mio respiro e maledicevo il lerciume del mio corpo devastato.
Ho imparato nella pioggia a sopravvivere: alle barbarie di una vita spezzata, e a me stessa dolorante e, infine, a Diego.
Diego è come la mia vita: un lento avvelenamento senza fine, tra gioie di sublime intensità e abissi di angosciosa disperazione.
Eppure…amo la vita quanto amo Diego. E a volte, confondo l’odio per questa vita d’inferno con l’odio per Diego che mi trascina all’inferno e poi mi aiuta ad uscirne. Lui mi ha ridato la vita la forza per superare l’angoscia e nell’angoscia mi ha risprofondato mille volte. Ma so che l’angoscia è dentro di me. Diego è solo la scintilla che la scatena.
Ogni giorno, ogni notte…Ho amato Diego. L’ho odiato. E’ stato la causa e l’effetto. Il sole e la luna. Il giorno e la notte.
Diego, la mia vita e la mia morte. La mia malattia, la mia guarigione. La mia coscienza. Il mio delirio. La linfa più dolce, il deserto più desolato. La mia arsura e la mia pioggia. La fede in me stessa e il disprezzo per come mi sono lasciata martoriare senza porre un limite […].
Ecco…piove. La stagione delle piogge. Tutta la mia vita è un susseguirsi di stagioni delle piogge. In Messico, quando arriva, sbocciano fiori ovunque, fiori di una bellezza selvaggia e prepotente, un’esplosione di vita. La pioggia è vita. La pioggia fa resuscitare i semi che sono morti e sepolti.
E allora…
“¡VIVA LA VIDA!».

Vi consiglio di ascoltare anche la presentazione/intervista dell’autore sul libro: https://www.youtube.com/watch?v=ZBapF_aogKc#t=247