LIBRI LETTI: ARENDT

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La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme è un saggio – ormai famosissimo – di Hannah Arendt.

L’opera: “Alla lettera «Eichmann a Gerusalemme: resoconto sulla banalità del male», il libro è sostanzialmente il diario dell’autrice, inviata del settimanale New Yorker, sulle sedute del processo ad Adolf Eichmann. Questi, gerarca nazista rifugiato nel 1945 in Argentina, fu ivi prelevato dagli israeliani nel 1960, processato per genocidio nel 1961 a Gerusalemme e condannato a morte per impiccagione. La sentenza fu eseguita il 31 maggio 1962.

All’epoca il processo ad Eichmann suscitò varie polemiche: in primo luogo perché Eichmann non venne mai legalmente arrestato, ma rapito dai servizi segreti israeliani in territorio argentino, dove godeva dell’asilo politico. Eichmann fu rapito e fatto passare clandestinamente in Israele, contro la volontà dell’Argentina. In secondo luogo perché Eichmann, nonostante fosse accusato di crimini contro l’umanità, venne giudicato dallo Stato di Israele, il quale non poteva costituirsi parte civile, giacché non ancora esistente all’epoca dei fatti contestati ad Eichmann. Inoltre, dato che i crimini contro l’umanità commessi da Eichmann venivano considerati crimini contro gli ebrei, dal momento che veniva giudicato in Israele, risultava contrario a qualunque diritto penale che le vittime (gli israeliani) giudicassero il carnefice, e non fosse un giudice imparziale a farlo.

Il titolo originale dell’opera è “Eichmann in Jerusalem – A Report on the Banality of Evil”. Non senza ragione, l’editore italiano ritenne opportuno invertire l’ordine del titolo. Dal dibattimento in aula, infatti, la Arendt ricaverà l’idea che il male perpetrato da Eichmann – come dalla maggior parte dei tedeschi che si resero corresponsabili della Shoah – fosse dovuto non ad un’indole maligna, ben radicata nell’anima quanto piuttosto ad una completa inconsapevolezza di cosa significassero le proprie azioni”.

Cosa c’è da aggiungere? Se non il dolore e la vergogna verso quest’uomo che è stato il principale responsabile della “soluzione finale”. Il libro non è di certo di facile lettura, ma pone il lettore dinanzi ad una scelta critica: uniformarsi alla maggioranza o contrastare Hitler?

Consiglio anche il bellissimo film di Margarethe von Trotta del 2012.
Trailer: http://www.mymovies.it/film/2012/hannaharendt/trailer/