LIBRI LETTI: AMMANITI – RC: OB. 21 – UN ROMANZO DISTOPICO

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Quest’ultimo libro di Niccolò Ammaniti, si discosta completamente dal genere dei libri caro all’autore, seppur tocchi temi quali l’adolescenza e la crescita che hanno caratterizzato altre opere dell’autore.
Qui lo scenario è completamente diverso, siamo in un mondo post-apocalittico, nel 2020 circa, nella nostra cara Sicilia depredata da saccheggi, distruzioni, popolata da dei morti, da branchi di cani randagi non proprio amichevoli, e da dei bambini (elemento caro all’autore).
Quello che sconvolge ancor di più la quotidianità, è un virus, che dal Belgio ha infettato prima Francia e Germania, e poi è approdato in Italia. Un virus denominato “La Rossa”, che si manifesta con macchie di colore rosso su tutto il corpo, croste ovunque, sulle labbra, sul naso, alternato da febbre e tosse, che portano poi alla morte. Il virus inizialmente sembra colpire solo gli adulti, ma invece no, si rivolge anche ai bambini che hanno raggiunto la pubertà.
Chi sopravvive, quindi, sono solo i ragazzini, che nel romanzo sono prefigurati da Anna e Astor, due fratelli che cercano di sfuggire alla morte invadente.
Anna di tredici anni, cerca di sopravvivere leggendo le indicazioni che la madre le ha lasciato alla morte in un quaderno e tutto sempre andare più o meno bene, fin quando il fratellino Astor non viene rapito e così inizia il vero viaggio di questa bambina.
Un viaggio crudo e difficile che va da Castellammare a Palermo, da Palermo a Cefalù, per arrivare poi a Messina superando numerosi ostacoli, e incontrando altre persone disperate allo sbando.
Anna, dovrà farsi carico di tutti i problemi, far fuoriuscire tutte le forze e resistere, per poter riuscire a ritrovare suo fratello, e provare a riportare tutto alla normalità, semmai fosse possibile.

La bellezza del libro – che segue il genere distopico, che ho imparato ormai ad apprezzare, viste le numerose pubblicazioni negli ultimi anni – sta nelle descrizioni che l’autore ci propone e delle ambientazioni e dei personaggi che risultano oltremodo positivi.
Basti pensare ad Anna, archetipo della forza, che non si scoraggia mai, fa della sua saggezza un punto di forza, e che dalle situazioni negative sa trarne sempre un briciolo di positività.

Un libro diverso, che da Ammaniti non ci si aspetterebbe, ma che riserba delle belle sorprese, e segna anche una qualità che non molti scrittori contemporanei hanno, quella di rinnovarsi, non cadendo nel banale o facendo flop. E di certo non è cosa semplice.