LIBRI LETTI: AGASSI

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Descrizione: «Un padre ossessivo e brutale che lo vuole numero uno al mondo a ogni costo. Gli allenamenti a ritmi disumani, contro il «drago» sputapalle. La solitudine assoluta in campo che gli nega qualsiasi forma di gioventú. E poi una carriera da numero uno lunga vent’anni e 1000 match. Punteggiata da imprese memorabili ma anche da paurose parabole discendenti. Con l’avversario di sempre: Sampras. E chiacchierati matrimoni: Brooke Shields e Steffi Graf.
Una vita sempre sotto i riflettori. Ma non senza dolorosi lati oscuri».

Si potrebbe riassumere così: “Non è un caso penso, che il tennis usi il linguaggio della vita. Vantaggio, servizio, errore, break, love, gli elementi basilari del tennis sono quelli dell’esistenza quotidiana, perché ogni match è una vita in miniatura. Perfino la struttura del tennis, il modo in cui i pezzi entrano uno nell’altro come in una matrioska, rispecchia la struttura delle nostre giornate. I punti diventano game che diventano set che diventano tornei, ed è tutto così strettamente collegato che ogni punto può segnare una svolta.
Mi ricorda il modo in cui i secondi diventano minuti che diventano ore, e ogni ora può essere la più bella della nostra vita. O la più buia. Dipende da noi”.

Si legge di una parabola esistenziale, di uno sportivo Agassi, in balìa del dispotismo di una padre che gli impone di raggiungere un sogno che a lui è sfumato.
Si legge di solitudine, di inadeguatezza, di sconforto.
Sì legge della Bollettieri Accademy e dei ritmi funesti dell’allenamento.
Si legge anche e soprattutto dell’atleta nel suo privato, di Andre decostruito dall’immagine di star e presentato come uomo, con le sue infinite debolezze. Troppe.
Si legge della sua bontà, che diventa soccombenza. La stessa che non gli fa prendere posizioni anche nei rapporti privati.
Un atleta che a mio avviso non odia il suo sport, il tennis, ma che soffre delle ferite e delle conseguenze per tutto ciò che ha attraversato per arrivare a tali risultati, quasi avesse un rancore dentro se stesso, un demone che è pronto ad attaccare per far pagare il prezzo di tutto ciò.

La prima parte si legge con estremo piacere, la centrale cala un po’ nella tensione, la parte finale, invece, è il colpo di grazia, davvero stancante: non ho trovato per niente avvincente la lettura di ogni incontro in ogni loro evoluzione.

Il libro ha il pregio di destrutturare la pagina di un artista/atleta e presentarlo come un uomo, con poco carattere c’è da dirlo, quindi perlomeno una possibilità di lettura può averla.