LIBRI: KRAUSS

Standard

image_bookNicole Krauss è una scrittrice statunitense.  Di famiglia ebraica, madre inglese e padre americano cresciuto in Israele, ebbe nonni materni nati in Germania e in Ucraina e nonni paterni nati in Ungheria e Bielorussia. Molti di questi luoghi sono al centro dei suoi romanzi, uno dei quali, The history of love, è dedicato proprio ai nonni. Nel 1992 si iscrive alla Stanford University, dove frequenta Joseph Brodsky, al quale nel 1999, tre anni dopo la sua morte, dedicherà un documentario radiofonico per la BBC Radio. Fino al 2002 scrive poesie pubblicate su riviste come The Paris Review o “Western humanities review”. Nel 2002 pubblica il suo primo romanzo, Man walks into a room (trad. it. Un uomo sulla soglia, 2006), apprezzato da Susan Sontag e da Richard Gere che ne ha opzionato i diritti cinematografici. Nel 2004 pubblica sul New Yorker un estratto di The history of love (trad. it. La storia dell’amore, 2005) suo primo grande successo internazionale opzionato da Warner Brothers per essere diretto da Alfonso Cuarón . Nel 2010 esce Great House (trad. it. La grande casa, 2011), finalista per il National Book Award per la narrativa 2010 e nella longlist per l’Orange Prize 2011. Con il marito Jonathan Safran Foer ha curato il Futuro dizionario d’America. Nel 2010 “The New Yorker” l’ha inserita nella lista dei venti migliori scrittori americani under40. I suoi romanzi sono stati tradotti in trentacinque lingue. In Italia è stata tradotta da Guanda e Minimum Fax e collabora con L’espresso. La storia dell’amore raccoglie diverse storie che si contaminano. La prima è quella di Leo Gursky, che in Polonia è riuscito miracolosamente a sfuggire alle deportazioni naziste, e che  ha lasciato un libro alla sua amata, Alma, il libro dell’amore amore che inspiegabilmente è andato perduto. Ormai Leo è invecchiato, ma il suo passato fa fatica a diradarsi, anzi sembra ogni giorno sempre più vivo, presente: Alma vive in America, con un nuovo marito, da cui ha avuto un figlio, Isac, che ignora completamente chi sia il vero padre. Ma nel suo libro c’è un’altra Alma, giovane ebrea, quindicenne, figlia di una traduttrice che si ritrova a tradurre dallo spagnolo ‘il libro dell’amore’. Qui c’è l’unione di un passato invadente, e di un presente sofferto. Bello, anche se troppo denso di intrecci, di personaggi, e di vite, che tolgono l’attenzione sul focus centrale, per ogni ogni volta come un girotondo sul protagonista/personaggio di turno.